Anche Epifani fa l’inchino a Ciancio

Il candidato capolista di Liberi e Uguali incontra l’imprenditore sotto processo per mafia.

Si conoscono da tanto tempo Mario Ciancio e Guglielmo Epifani. Nel 2010 in occasione di una visita a Catania fecero scalpore le immagini dell’allora segretario generale della CGIL che baciava e abbracciava uno dei più potenti e chiacchierati imprenditori della Sicilia, dominus dell’informazione poco libera. C’era già stato l’affare dei centri commerciali, della speculazione edilizia, delle ipotesi di collegamento con ambienti mafiosi. La Sicilia aveva già negato la pubblicazione del necrologio della famiglia Montana, poliziotto ucciso dalla mafia, e aveva appena pubblicato la lettera di Vincenzo Santapaola sorprendentemente inviata dal carcere, nonostante il 41 bis.

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Mario Ciancio però era solo un “nemico di classe”. Ancora nessuna indagine a suo carico. Ci fu scandalo per una CGIL silente di fronte quell’incontro, ma tutto poi fu dimenticato.

Due giorni fa Guglielmo Epifani, questa volta nella veste di candidato della lista Liberi e Uguali alle elezioni politiche, è tornato ad abbracciare Mario Ciancio, questa volta rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Baci, abbracci, articolone sul giornale di famiglia e gigantografia.

Bel favore a Mario Ciancio quella foto. Al processo i legali potranno dire che Ciancio è amico di tutti, da destra a sinistra. Fuori dal palazzo potranno dire che i politici sono tutti uguali, facendo un favore a chi, grazie a questa retorica, conserva da cinquant’anni il potere.

Questa volta però, a differenza di otto anni fa, nessuno è rimasto in silenzio. Tutti hanno preso immediatamente le distanze. Claudio Fava dalle pagine di Meridionews ha gridato alla “cazzata”. I candidati e le candidate di Liberi e Uguali hanno subito chiesto spiegazioni indignati.

Ieri Liberi e Uguali ha chiuso la campagna elettorale a Palermo. Sul palco, a parlare, Claudio Fava. Nessuna traccia del nome di Epifani.

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