Una giornata in Sicilia

La poesia di Santino, citata , proprio il giorno prima, nel corso del forum sull’identità di Peppino, così recita:

I cento passi
che non hai mai percorso
perché non occorreva
neppure un passo
per ritrovare dentro di te
il sangue dei padri
la voce antica
che raccontava
guerre familiari
atrocità palesi
e complicità segrete
che bisognava chiudere gli occhi per non vederle.
Ora vogliono importi
un’icona che non ti appartiene
e consolare il tuo isolamento
con parole che nascondono
distanze incolmabili
tra storie diverse.
L’amore che non hai avuto
ci obbliga a risponderti:
le guerre non sono finite
e il silenzio dei vili
continua a inquinare il pianeta
ma la tua figura distrutta
si ricompone lungo un binario
che corre per il mondo,
misura del desiderio

Peppino ridotto a un’icona che non gli appartiene. Ecco il punto. Il progetto è comunque di ampio respiro, è stato finanziato, come annunciato, con 250.000 euro dalla Fondazione per il Sud, assieme al Museo della ndrangheta di Reggio Calabria, e prevede la creazione di “pietre dell’inciampo” (!) con idee, frasi, immagini forniti dagli studenti , con “totem multimediali” (!) , vicini alle parrocchie (!), che conterranno informazioni sulle iniziative socio-culturali dei luoghi e un “portale online” (!) che dovrebbe costituire un sito per ispirare, promuovere e realizzare la lotta alle mafie.

I sindaci se ne sono poi andati, perché al corteo del pomeriggio ne sono stati visti pochissimi. Intanto sull’altro fronte, cioè su quello del Forum Antimafia, nella stessa casa del boss, che il Forum ha battezzato, unilateralmente, ”Casa Nove maggio”, si parlava dei problemi dei No-Tav in Val di Susa, dai cui paesi è intervenuta una folta delegazione, della crisi che sta strangolando i ceti più deboli e di una serie di drammatiche realtà in lotta per la perdita o per la difesa del posto di lavoro.

Anche in questa occasione si sono contemporaneamente intraviste due concezioni diverse di concepire la lotta alla mafia come problema sociale di scontro col potere o come momento istituzionale e commemorativo.

Nel pomeriggio, dalla sede di Radio Aut, a Terrasini, è partito il corteo, con un numero di partecipanti che ogni anno ormai si può dire costante, circa quattromila, provenienti da tutta Italia, ma, nonostante le dichiarazioni di apertura al territorio, gli abitanti di Cinisi, come al solito, erano pochissimi: è giusto, comunque, rilevare che ce n’erano tanti alla veglia di preghiera con don Ciotti. Così come ce n’erano tanti a far casino per le strade per lo scudetto della Juventus.

Come ogni anno è stata idealmente riaccesa la Radio Aut da Salvo. Il corteo è snodato per le strade di Terrasini, festoso in qualche parte, incazzato in qualche altra, con una serie di striscioni di realtà in lotta e con lo slogan ossessivamente ripetuto: “Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai”.

Si è presentato Leoluca Orlando, al quale è stato fatto qualche fischio: qualcuno ha gridato: “Fuori i democristiani dal corteo,” dimenticando che Orlando non è democristiano da più di vent’anni e che la sua candidatura ha spaccato e demolito i partiti di potere in Sicilia. Molti fischi invece a Ferrandelli, il giovane rampante del PD, che contenderà ad Orlando la poltrona di sindaco al ballottaggio e che, di Orlando è stato un pupillo. Stesso copione del primo maggio a Portella della Ginestra e, in buona parte, stessi protagonisti. Inopportuni fischi e inopportune conseguenti polemiche. La notizia non è data dai fischi, ma dalla costante presenza di tanta gente che dice un no convinto alla mafia ed è il segno della Sicilia che vuol cambiare.

Il corteo si è concluso con un intervento, dal balcone della casa “Nove Maggio” , di Felicetta Vitale, moglie di Giovanni Impastato e presidentessa di “Casa Memoria” e con la lettura di un documento finale del Forum Sociale Antimafia fatta da Salvo Vitale. Il sindaco ha chiuso tutto con un frettoloso saluto.

Questa volta nessuna polemica. I due gruppi che hanno dato vita alle iniziative per il nove maggio nel nome di Peppino e che hanno portato avanti diversi programmi, senza incontrarsi e senza scontrarsi, hanno trovato un momento di sintesi, anche nel corteo, così come lo avevano trovato due giorni prima per la commemorazione di Guido Orlando, un compagno di Peppino recentemente scomparso.

Un ricordo e un lungo applauso è stato fatto per Vittorio Arrigoni, ucciso in Palestina lo scorso anno, poco prima della sua venuta a Cinisi e per Guido Orlando. In serata, mentre i ragazzi del Forum consumavano un pezzo di sfincione preparato nella “ Casa nove maggio”, i Modena City Ramblers, che non erano tutti e sette, ma solo tre, hanno chiuso, con un concerto in piazza, le manifestazioni di quest’anno.

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