“Suonerò fino a farti morire”

E’ il titolo del CD di Fausto Mesolella, il primo che esce a suo nome, dopo tanti anni di miltanza negli Avion Travel e innu­merevoli collaborazio­ni con altri arti­sti

Chissà se è così, ma è bello lo stesso immaginare che Mesolella non abbia avuto fretta, e che si sia deciso solo quando ha ritenuto di avere realmente qualcosa di suo da dire. In tutto questo parlare a vanvera sarebbe una bella novi­tà. Si tratta di un lavoro per sola chitarra, ma in un brano il musicista casertano si propone anche in veste di cantautore, e in un altro (O Sole mio) compare la voce di Raiz, che però an­ziché quello che ci si aspetterebbe, nel mezzo ci infila un bel­lissimo canto di origine sefardita.

Il disco costa 15 euro ed è di quelli che mettono in pace l’animo. Forse non è fa­cilissimo trovarlo, ma è davvero molto bello e vale la pena cercarlo. Contatti utili possono essere www.editricezona.it e info@editricezona.it.

Un altro CD non meno interessante, quindi anch’esso non facile da trovare nei negozi, si intitola “Molto più di un buon motivo” ed è di Lu Colombo, una tipa interessante che qui canta le canzoni di Joaquin Sabina, un poeta e cantautore andaluso famosissimo in Spagna ma pra­ticamente sconosciuto da noi.

La curiosità è che tra i testi ve n’è uno che Sabina ha ricavato da una lettera in­viatogli dal suo amico Subcomandante Marcos; ma questa è solo la cosa che for­se colpisce di più, perché è tutto il disco che merita, i testi sono deliziosi, e l’interpretazione di Lu Colombo è dav­vero notevole. La stessa etichetta Up Art Records, ha pubblicato qualche mese fa un altro ottimo lavoro che si intitola “Sartoria italiana fuori catalogo” ed è di Pilar. In questo caso i toni si fanno più consueti, da canzone italiana, ma del la­voro non si possono non apprezzare la gran raffinatezza, la bellissima voce della cantante, e in un contesto pur complessivamente molto alto alcuni brani decisamente sopra le righe. www.u­partrecords.com e www.pilar.it. Restando sempre in Italia, o meglio spo­standoci a Napoli, un disco assolutamen­te raccomandabile è “Black Tarantella”, l’ultimo di Enzo Avitabile, un musicista davvero straordinario e che non si scopre certo oggi, ma che da quando ha rinun­ciato al rapporto con la Emi (e quindi a una carriera di più facili guadagni) per lavorare più liberamente con etichette minori, ha realizzato album (“Sacro Sud”, “Festa farina e forca”, “Napoletana”) uno più bello dell’altro, ma di cui ovviamente molto poco si è parlato. Questo finalmente sta girando -almeno su Rai Radio3- grazie forse anche al richiamo esercitato dai nomi degli ospiti che con lui duettano nel disco (Francesco Guccini, Franco Battiato, Mauro Pagani, Pino Daniele, David Crosby, Bob Geldof… ), ma non ci facciamo illusioni, si tratta di casi isolati. Di tutt’altro genere, e dalla Francia proviene invece “Solo” di Renaud Garcia-Fons, un doppio CD/DVD stampato dalla Enja che riporta il meglio di due recitals tenuti il 24 e 25 settembre dello scorso anno presso l’antico Priorato di Marcevol, nei Pirenei orientali.

Garcia-Fons, per chi non lo sapesse è un contrabbassista francese di origini spagnole, che usa uno strumento a cinque corde dal quale riesce a ricavare sonorità impensabili, prossime sulla quinta corda a quelle del violino. Un virtuoso che però usa la straordinaria tecnica di cui è dotato per fare musica, non per produrre effetti speciali. La sua è una musica difficile da catalogare, perché se si mettono insieme elementi di classica, flamenco, musica araba, indiana e jazz, nella maniera in cui lo fa lui, quello che viene fuori è davvero faticoso spiegarlo a parole. Bisogna ascoltarlo. Bene, ce ne sarebbero anche altri di dischi “utili” da suggerire, ma sia­mo arrivati a fondo pagina, e cinque per il momento, a volerci ficcare il naso, possono anche essere sufficienti.

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