Rivelazioni choc di Vassallo

“Cosentino, Landolfi, Coronella e Bocchino facevano parte del tessuto camorristico”

Non solo l’imputato Nicola Cosentino, ma anche altri tre politici sarebbero “vi­cini ai casalesi”.

A svelare segreti inconfessabili e getta­re una luce sinistra sui rapporti tra ca­morra-politica e affari è Gaetano Vassal­lo, lo stakeholder dei rifiuti per conto dei Casalesi. L’imprenditore è stato un ingra­naggio importante del meccanismo che ha trasformato l’emergenza rifiuti in un sistema di poteri. Vassallo è stato un tes­serato della prima ora di Forza Italia, ri­coprendo anche il ruolo di assessore al Comune di Cesa. Insomma non era un personaggio incontrato casualmente.

E’ lunedì 20 maggio, e al Tribunale di Santa Maria Capuavetere c’è una lunga udienza del processo Eco 4, l’ex consor­zio dei rifiuti di Sergio e Michele Orsi, quest’ultimo trucidato da un commando armato il 2 giugno 2008 davanti al bar nella piazza di Casal di Principe, dove i suoi assassini l’hanno convinto a rag­giungerlo. Vassallo di quel consorzio ne era il principale finanziatore e anche la mente. Una scatola vuota per accaparrar­si appalti e “mettere la gente a lavorare” per conto dei politici di riferimento.

In una famosa intercettazione, l’ex sot­tosegretario all’Economia e ex potente coordinatore regionale del Pdl e già de­putato uscente Nicola Cosentino, rivol­gendosi al suo interlocutore, dice: “L’Eco 4 song ‘io”. In questo processo, Nick ‘o mericano è imputato per aver intrattenuto rapporti con il clan dei Casalesi. É in cel­la nel carcere di Secondigliano dallo scorso 15 marzo, quando è decaduta l’immunità parlamentare. Sul suo capo pendono tre processi.

Da una località segreta e in videocon­ferenza, Vassallo racconta la sua verità. L’imprenditore che più di altri conosce i segreti del grande affare della monnezza, non delude le attese in Tribunale. “In uno degli incontri che ebbi con Raffaele Bi­dognetti (figlio del boss Francesco, noto come “Cicciotto e mezzanotte”) quando era latitante, nel 2007, lui mi fece i nomi di quattro politici che erano vicini alla nostra organizzazione. Si trattava di Ni­cola Cosentino, Gennaro Coronella, Ma­rio Landolfi e Italo Bocchino”.

Le rivelazioni di Vassallo colpiscono l’ex vertice campano e nazionale del Pdl. Già in passato l’imprenditore vicino ai Casalesi aveva snocciolato i nomi dei po­litici, oggi li ripete in aula. “Facevano parte del tessuto camorristico Nicola Co­sentino, Gennaro Coronella, Mario Lan­dolfi e un altro politico di Frignano di An, ma non ricordo il nome…come si chiama”. E il pm Alessandro Milita sug­gerisce : “Si tratta di Italo Bocchino?” e Vassallo quasi illuminato conferma: “Si, Bocchino uno che ora non c’è più nella politica. Di queste persone ci si poteva fidare, me lo disse direttamente Raffaele Bidognetti”.

L’ex stakeholder dei rifiuti parla anche dell’ex ministro Mario Landolfi, e cita in un passaggio anche Pasquale Giuliano, ex magistrato e senatore eletto ad Aversa nel Pdl e fedelissimo di Cosentino. Di lui Vassallo dice di avergli pagato una cena elettorale. Nicola Cosentino non c’era in aula: è la linea che si è imposto, una pro­messa fatta ai suoi familiari di non farsi vedere durante il dibattimento perchè la condizione di detenuto lo costringerebbe a seguire il processo dietro le sbarre della gabbia posta all’interno del Tribunale. Una mortificazione che l’ex coordinatore regionale del Pdl in Campania proprio non vuole vivere

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