Pino Maniaci incontra i dipendenti della Gruppo 6 Gdo

Anche Pino Maniaci di Telejato ha incontrato i dipendenti della Gruppo 6 Gdo, confermando ciò che i lavoratori del gruppo sapevano sugli amministratori giudiziari, oggi “azzerati” da Giuseppe Caruso, direttore dell’Agenzia dei beni confiscati.
Senza mezzi termini e alla sua maniera, Maniaci è stato molto esplicito sul ruolo di Ribolla e degli altri amministratori giudiziari, dicendo la sua anche sui “proclami” del ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Si sono aperte le porte dei magazzini e, per la prima volta, il direttore di Telejato ha potuto passare le immagini di quegli scaffali completamente vuoti, raccogliendo la disperazione degli operai.
I sindacati incontreranno questo pomeriggio i vertici dell’Agenzia, per avere notizie sullo stato delle trattative in corso, dopodiché già da domani i lavoratori dovrebbero decidere se intraprendere delle forme di protesta.

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Sulla possibilità di costituzione di una cooperativa di dipendenti, Franco Cantafia, della segreteria regionale della Cgil, non è molto convinto: “Non sarebbe semplice. In Emilia Romagna forse l’avrebbero già fatta, ma qui è diverso. Occorre una particolare armonia e si è davvero in tanti. Inoltre – ha aggiunto – trasformare le aziende confiscate in cooperative, potrebbe essere rischioso in termini di infiltrazioni mafiose, come è già successo in altri ambiti”.

Sulla cassa integrazione dello scorso agosto, Gaspare Giaramita della Cgil di Castelvetrano ha ipotizzato tempi che arriverebbero fino ai primi di maggio. Questo in base al fatto che la cassa integrazione della Megaservice (azienda a partecipazione statale, non confiscata) è arrivata adesso e la pratica era stata presentata il 17 luglio.

Ad oggi, i lavoratori del Gruppo 6 non hanno ancora percepito il 20% dello stipendio di novembre, l’intero stipendio di dicembre, la tredicesima e la quattordicesima.

L’incontro di questo pomeriggio sarà fondamentale per le prossime scelte dei dipendenti, compressi dall’urgenza di una vibrante protesta da un lato e la prudenza per il buon fine di una trattativa dall’altro.
Cantafia non nasconde la sua prudenza: “Occorre evitare di far scappare un gruppo interessato, facendo un passo falso. Sarebbe bene che la trattativa si svolgesse serenamente”.

Egidio Morici

www.500firme.it

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