“U Santu Bambino era una cosa bella”

Negli ultimi anni, il centro storico di Catania è stato privato di quattro strutture ospedaliere: il “Vittorio Emanuele” con reparto di pronto soccorso; il “Santa Marta” che ospitava gli ambulatori di clinica oculistica; il “Ferrarotto” chiuso già da anni specializzato in Chirurgia trasferito all’attuale Policlinico di Catania e il “Santo Bambino”, presidio specializzato in Maternità con reparti di Ostetricia e Ginecologia, chiuso da qualche giorno.

La mia casa, in Syria

Hassan sta saltellando da un mattone all’altro, è pomeriggio tardo e le giornate qui iniziano ad essere calde. Con le braccia tese mima le ali di un aereoplano, con la bocca imita il rumore del motore. “Sto volando verso la Sirya!” urla mentre vola.

Posteggiatori

Scesi finalmente dall’auto. Chiusi le portiere e feci per avviarmi. “Capo! Il parcheggio!”. Mi voltai. “Ma quale parcheggio? Perché quello che è, un parcheggio?”. “Picchì, a lei chi ci pari?”. Con la coda dell’occhio scorsi una macchina, nuovissima, probabilmente appena uscita dal concessionario, ma con uno specchietto rotto, come un pugno all’occhio. In un attimo mi convinsi a pagare, tirai fuori due euro dalla tasca e glieli diedi.

Lottare con la vita

La chiesa è colma di persone. Un gruppo di amici accerchia le due bare mentre il parroco chiede più volte di liberare il corridoio centrale, molti non vogliono staccarsi da loro. Al mio fianco una ragazza venuta a dare il suo ultimo saluto ai ragazzi tiene il suo bambino in braccio e lo allatta discretamente sotto una coperta. Santo e Andrea non ci sono più. La strada li ha strappati via da questo mondo. Un incidente stradale ha segnato la vita di tutti noi, delle famiglie, degli amici del Gapa.

I ragazzi di via Stella Polare

Non esiste immagine più nitida dell’ingiustizia della nostra città: i ragazzini di San Cristoforo ammanettati e incarcerati, i boss mafiosi che fanno affari coi soldi della droga e i figli della Catania bene indaffarati a cercare un altro posto dove comprare l’erba e la coca, prima di andare a una festa, prima di farsi uno spinello sotto la luna, davanti al mare.

Da dove vengono gli immigrati

I Siciliani con Giuseppe Fava erano dalla parte degli emigranti. Lo sono anche ora. Erano siciliani, a quei tempi, i paesi da cui partivano gli emigranti. Adesso, Palma di Montechiaro è un paesino della Nigeria, o della Romania, o della Costa d’Avorio, o del Pakistan.

Un regalo contro la mafia

Basta pochissimo. Fai una donazione dell’importo che vuoi, liberamente, tramite bonifico o paypal a I Siciliani giovani, invii un’email o ci contatti telefonicamente per comunicarcelo. A quel punto potrai decidere cosa mettere sotto l’albero. La cartolina del Giardino di Scidà realizzata dalle bambine e dai bambini del Gapa, la copia di uno dei giornali de I Siciliani Giovani, il cd-rom con il materiale de I Siciliani giovani, un barattolo di terra confiscata alla mafia, oppure puoi decidere che nel Giardino di Scidà venga piantato un fiore col nome della persona che ha ricevuto il regalo. In ogni caso riceverai una lettera del Giardino di Scidà attraverso la quale si spiegherà il senso del gesto compiuto: un regalo solidale, per la rinascita della città, contro le mafie.

San Berillo? Resiste!

A San Berillo, quartiere degli imprenditori, la lotta riparte dagli esclusi Cinquanta e passa anni dall’inizio del “dibattito” sulla riqualificazione, di san Berillo si torna a parlare. Secondo i potenti, la “Sicilia” e gli imprenditori è un ghetto da abbattere […]