Mondo zombie N.1

Il classico scienziato pazzo, i passi minacciosi su per le scale… e Andreotti. Ehi, che ci fa Andreotti nell’Italia del 2014? Mica siamo in un film dell’orrore!

La mia fine si avvicina, scrivo que­ste righe nella speranza che un giorno, leggendole, la nuova umanità possa evitare i nostri errori. I miei errori. Sì, perché quello che sta succedendo è in gran parte colpa mia.

Non c’è il tempo per biografie, vi basti sapere che ero un ricercatore chi­mico in un’importante azienda farma­ceutica. Lavoravamo, notte e giorno, ad uno speciale farmaco in grado di ri­generare le cellule, di impedire l’invecchiamento, una miniera d’oro, ci avrebbero pagato miliardi, attrici, cantanti, chiunque. Altro che chirurgia estetica…

“Eccoli, stanno arrivando!”

Eccoli, stanno arrivando, sono già al piano di sotto. Le poche difese che ho approntato saranno in grado di reggere solo pochi minuti…

Miliardi, e già ci vedevamo in un mondo nuovo, un mondo che si sareb­be gettato alle spalle il vecchio, le sue tensioni, i suoi conflitti, le sue ansie. Credevamo, poveri coglioni, povero coglione io, che garantire una vita lun­ghissima e priva o quasi di sofferenze avrebbe reso il mondo migliore…

Stanno cercando di abbattere le di­fese, tra poco saranno sulle scale…

Alla fine fu trovata una molecola, la testammo in vitro e in laboratorio. I ri­sultati erano promettenti. L’età media delle cavie quasi raddoppiava.

Non solo, le cellule rigenerate erano in grado di aggredire i tessuti tumorali e ripristinare l’originaria funzionalità. Erano in grado di riparare cuori infar­tuati, midolli ossei. Se un uomo non fosse perito in incidente d’aereo o cose del genere avrebbe potuto cam­pare secoli, rimanendo sempre giova­ne e bello. Il mondo dei giovani, era questo che volevamo, nuove genera­zioni padroni del futuro che potessero guardare il mondo nei secoli a venire e orientarlo al meglio. Manca poco, la devo fare breve. La molecola funzio­nava, ma funzionava troppo.

Fui io ad accorgermene. Una nostra cavia di controllo, una di quelle a cui non somministravamo il farmaco, per poterle confrontare con le altre sotto­poste a trattamento, morì. Per un’intuizione, per scherzo, che ne so?, ebbi la sciagurata idea di sommini­strarle il farmaco. Tornò a vivere, ma il cuore non batteva

Non posso raccontarvi lo shock, ma dopo essermi ripreso rimisi la cavia in gabbia con le altre (forse nel tentativo di nascondere quello che avevo com­binato, o forse per prendere tempo). Altro errore. Il giorno dopo, anche se sembrava tutto normale, anche le altre due cavie in gabbia si muovevano col cuore fermo. Stupidamente non diedi subito l’allarme, e mentre ero nel mio studio a pensare come dare la notizia, successe l’irreparabile: un inserviente aprì la gabbia per dar da mangiare alle cavie e fu morso.

Il resto lo sapete. L’epidemia si tra­smise in poche settimane in ogni an­golo della Terra. Forse in Amazzonia, e nelle foreste del Congo c’è qualche tribù immune. Speriamo, è per loro, per i loro discendenti che scrivo que­ste righe, se mai verranno qui.

Ma poi accadde il peggio. Antichi scheletri inumati chissà dove ripresero vita, pelle e organi. Rovesciando le loro stesse lapidi si unirono agli altri. Alcuni presero il comando, guidando truppe disorganizzate di zombie…

Ecco, sono sulle scale, mi resta poco.

“Governo di giovani?” Eh eh eh

Governo di giovani? Nuovo mondo? Belli per sempre? Che defi­cienti…. Sono alla porta, tra poco l’abbatteranno. Conosco questo grup­po, è il più furbo, è Andreotti, o, alme­no, il suo zombie, che li guida ed Evangelisti è sempre con lui. Prima hanno puntato a Campidoglio e Mon­tecitorio, poi ai ministeri e, infine, dopo aver distrutto i centri di coman­do hanno cominciato la pulizia di fino, raccogliendo nei cimiteri resti di de­linquenti di ere passate, fascisti, ban­diti, Magliana. E ora sono qui. Abbia­mo provato ad abbatterli, a distrugger­li ma non c’è niente da fare, risorgono sempre, sempre, e ritornano a divorare i vivi. La porta sta cedendo, non c’è più niente da fare. Addio…

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