L’identità di una strage

“La strage di Natale”, documentario di Marti­no Lombezzi in­sieme all’Associazione Fami­liari delle vittime sulla Strage del Rapido 904: per realizzarlo, è stata lanciata una cam­pagna di crowdfunding

Dialogare l’identità di una strage. Guar­dare dentro un ricordo. Scoprire in esso uno sguardo forte, di esperien­za, di vita. Rievocare memorie di un passato mai troppo lontano. Ricostrui­re attimi con le parole degli oc­chi.

Ridisegnare certi pensieri con le foto­grafie della men­te. Documentare il lin­guaggio di un tre­no. Un treno che porta al Natale, che viaggia verso Milano. Un rapido, il 904, che la sera del 23 dicem­bre 1984 è fer­mato dalla vigliaccheria sorda di un atto stragista e di una bomba fatta esplodere nel buio della Grande gal­leria dell’Appennino. Raccogliere il co­raggio. Prendere una macchina da presa. Rompe­re il silenzio di un ennesimo epi­sodio ita­liano, poco conosciuto, poco raccontato e ancor troppo violento per eser taciuto.

E’ con questo intento che Martino Lombezzi, documentarista e storico con­temporaneo, lavora alla creazione del progetto ‘La Strage di Natale’. Lo scopo è la realizzazione di un documentario per descrivere le emozioni, per mostrare la paura e per raccontare la rabbia di chi ha vissuto la cruda esperienza di una strage.

Cinquanta minuti di storia

Un progetto racchiuso in una pellicola di cinquanta minuti circa. Un film che dà spazio e voce alla testimonianza dei so­pravvissuti. Racconti di persone comuni dal diverso dialetto e raggruppate dalla stessa bandiera. Donne e uomini che nel film condividono il ricordo di un attenta­to, ne descrivono il vissuto e il successi­vo percorso di riabilitazione, fisica, e psi­chica. Emozioni contrastanti. Esperienze traumatiche che alcuni di loro raccontano per la prima volta dopo trent’anni.

A que­ste emozioni e a questi ricordi, il film af­fianca materiale video dell’epoca. Filma­ti che contribuiscono e sostengono le pa­role dei testimoni e che mostrano il cru­do teatro offerto dalla cronaca di que­gli attimi. Sono questi racconti e queste im­magini che danno origine a un percor­so emotivo rappresenta­to da un lavoro di spessore e dignità, che nella memoria trova il mezzo per ricostruire una pagina importante della nostra storia.

Riunire e ricostruire

Martino Lombezzi, assieme all’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage sul Treno Rapido 904, all’associazione Zona e all’asso­ciazione culturale YarT Photography, lavora per riunire e ricostruire quegli eventi. Gli autori lavorano per comme­morare il loro trentennale e per cogliere un’opportunità rara: fermarsi, pensare e riflettere. Un dovere per noi, per l’Italia, per tutti.

Quello di Martino Lombezzi e delle tre associazioni è un progetto che contribui­sce ad approfondire un periodo recente della storia del nostro Paese. Un periodo spesso dimenticato, raramente studiato e a volte sconosciuto.

E’ in questo passag­gio e in questo tralasciare che “La Strage di Natale” diviene essenziale nel suo svi­luppo e nella sua riuscita. Per la totale at­tuazione è, però, necessaria la raccolta di un importo pari a 9000 euro.

Perciò, per sostenere il progetto, le tre as­sociazioni e Martino Lombezzi hanno lanciato una campagna di raccolta fondi attraverso un’azione di crowd funding, ospitata dalla piattaforma online “Produ­zioni dal basso”.

La campagna di raccol­ta fondi è molto più di una semplice ri­chiesta d’aiuto. E’ un’opportuni­tà, un’occasione offerta da­gli autori per con­tribuire al dialogo, alla riflessione e alla conoscenza di tale pagi­na della no­stra storia. Tutti possiamo aiu­tare e in modo diverso: un passaparola, una dona­zione, parlarne con insegnanti e amici. Il nostro aiuto per dialogare insieme l’identità di una strage.

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