Le sardine “non si cavalcano”

Sabato manifestazione a Catania

Il numero delle sardine cresce di ora in ora, il banco si fa sempre più grande e solca mari sempre più vasti. Se prima erano le grandi città italiane, adesso sono i piccoli paesi di provincia e gli italiani all’estero a mobilitarsi. Sui social le sardine intasano le bacheche e da ogni città arriva l’invito ad aderire, a scendere in piazza, a realizzare la propria sardina di cartone da portare alle manifestazioni.

Sabato 7 dicembre sarà il turno di Catania, la città forse più simbolica per le sardine dopo Bologna. A Catania è stata accolta la nave Sea Watch, sono state onorate le troppe salme arrivate dal mare, si è tentato in ogni modo di impedire l’apertura delle sede Frontex, agenzia di morte per i migranti. A Catania l’odio della Lega è stato respinto durante il sequestro della nave Diciotti, è stato contrastato lo scorso 11 agosto quando una piazza strapiena di gente ha costretto Matteo Salvini a non tenere il suo comizio. L’appuntamento è alle 18, presso la pescheria, accanto alla piazza del Duomo. Per non perdere l’autoironia e il sorriso.

Nicolò Marino è tra i promotori della manifestazione. Ventinove anni, il suo lavoro prima in Inghilterra e poi a Malta, infine il ritorno a Catania con un contratto precario all’aeroporto “ma è la mia terra, con la sua bellezza e il suo fascino, non mi vedevo tra dieci anni ancora via da qui”. “Mi sono reso conto – ci racconta Nicolò – che in Italia si stava muovendo qualcosa di grande. Era la sera di qualche giorno fa, avevo un po’ di febbre, sono stato sconvolto dalle emozioni che si respiravano nelle piazze piene di gente, vedevo che si stava creando finalmente un unico coro”. “E così ho semplicemente creato una pagina su facebook per fare in modo che anche Catania si muovesse”. “Fino a quel momento nessuna manifestazione, nessun impegno in prima persona, solo la condivisione di notizie contro il razzismo e contro l’odio sui social. E ora mi trovo organizzatore di una grande manifestazione”.

È proprio così. Il movimento è nato e sta crescendo in modo incontrollato, ciò che è virale sulla rete diventa partecipazione nella vita reale, migliaia di persone iniziano a sentirsi protagoniste e non più spettatrici della politica. Nei gruppi nati online ci si contagia l’entusiasmo e si rifuggono le divisioni, si viene da tante parti diverse e questo è visto come un valore. “Io prima ho votato Renzi – si confida Nicolò – poi il Movimento 5 Stelle”. Poi ci sono stati i decreti sicurezza “e non mi è stato più bene”.

Dobbiamo essere tanti, dobbiamo essere uniti contro l’odio, contro il fascismo, contro il razzismo” si ripete nei gruppi sui social, parole chiare ed essenziali, di un movimento pienamente politico, evidentemente di centrosinistra, ma che non vuole farsi trascinare nella concorrenza tra i partiti di sinistra, né vuole farsi mettere il cappello.

Alcuni – dice un po’ infastidito Nicolò – tentano di strizzare l’occhio, di cavalcare l’onda”. “Noi accettiamo in piazza tutti, anche chi fa parte di un partito, anche se ci farebbe piacere un po’ più di discrezione”. “Alcuni politici e alcuni partiti dovrebbero infatti chiedersi come mai non sono mai riusciti ultimamente a portare così tanta gente in piazza e dovrebbero riflettere su quanto è importante l’autonomia di questo movimento”. “Noi non andiamo in piazza per contarci in vista delle elezioni, per fare la vecchia politica. Noi andiamo in piazza contro l’odio che si sta sviluppando nella nostra società. È una cosa più importante dello scontro politico. Ci stiamo impegnando per qualcosa di ben più grande”. “Se condividessero le nostre idee contro il razzismo noi vorremmo in piazza persone e politici di ogni orientamento”.

Le sardine, insomma, non abboccano. Nè all’amo di coloro i quali vogliono utilizzarle per resuscitare qualche vecchio fallimentare politicante, né all’amo di chi vuole dividere il movimento cacciando qualcuno dalle piazze per meri tornaconti elettorali.

Sono piazze unitarie quelle delle sardine, dove nessuno può provare a fare il furbo, dove nessuno può tentare di mettere il cappello, lo striscione, il faccione o la bandiera. Sono piazze mature quelle delle sardine, ben consapevoli che serve una svolta.

Sabato saranno in piazza a Catania. “Ci sarà una forte emozione. Saremo uniti da un unico valore. Finalmente ci guarderemo negli occhi e ci riconosceremo”.

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