Le guerre diverse

Via delle Salette, quartiere di San Cristoforo, Catania. Un vento primaverile spazza le strade e svuota i cassonetti stracolmi per via dello sciopero dei netturbini, accanto a questi un uomo e una donna anziani litigano: “stu cassunettu è do me!” l’altro risponde: “No, arrivai prima iù!”

Si, litigano perché la miseria e la povertà li ha portati a questo punto, sono armati di due bastoni con uncini e con questi rovistano i cassonetti, chissà o per cercare qualcosa da poter vendere, o semplicemente per cercare qualcosa da mangiare. Certo è strano che a Catania in Sicilia, in Italia, fra gli otto paesi più ricchi del mondo si possa assistere a queste scene.

“Mi chiamo Cettina, sono già una donna matura, quasi anziana e da tanti anni lavoro presso un’organizzazione religiosa, come donna delle pulizie, e dai preti non me l’aspettavo che mi sfruttassero! Infatti è da diversi mesi che mi danno sempre meno lavoro e nelle ore che mi rimangono mi fanno lavorare anche di più.

Ho paura, ogni settimana mi dicono di ridurre i giorni di lavoro, ho paura che mi vogliano licenziare, cosa farò? Come andrò avanti con un figlio che non riesce a trovare lavoro?”

“Ho sedici anni e mi chiamo F. ho tanta voglia di fare un regalo alla mia ragazza, ho tentato di trovare un lavoro e l’ho trovato, mi danno venti euro alla settimana per scaricare i camion pieni di confezioni d’acqua, mi ammazzo di fatica e a causa di questo non vado più a scuola, anche perché la scuola non mi piace più, non mi dà più niente!

Mi hanno proposto di “iri a’ spacciari, mi dissuru ca si vadagna bonu, a’ cosa m’interessa, accussì ci possu fari u rialu a’ me carusa, i me cumpagni mi dissuru di stari attentu, picchi a galera è brutta e su dicuni iddi ca’ l’hannu pruvatu, fossi è veru!”

Questi frammenti di storia vissute nel quartiere di San Cristoforo a prima vista possono non essere paragonate alla storia di Halil ragazzo curdo che vive in Turchia? Certo a San Cristoforo non c’è la guerra, almeno quella guerreggiata, ma esiste la guerra “a bassa intensità”.

L’esercito turco che opprime con le armi il popolo curdo potrebbe essere la mano armata delle mafie o la mala politica che ti toglie il diritto di avere diritti, togliendoti le scuole senza possibilità di futuro, che ti compra un voto “per un pacco di pasta”. Un potere politico e mafioso che speculando sulla povertà dei quartieri fa in modo di organizzare “un’economia mafiosa” che costringe intere famiglie a vendere droga. Famiglie che durante la notte subiscono le irruzioni armate dentro casa da parte delle forze dell’ordine che cercano gli stupefacenti, unica risorsa per guadagnare quel tanto per vivere la giornata, perché quelli che guadagnano veramente sono i pusher e le cosche mafiose del quartiere.

Certo diversi anni fa anche qui c’era una guerra guerreggiata e i morti ammazzati erano a decine sui selciati delle strade di San Cristoforo, adesso non si spara più per uccidere ma la guerra esiste ancora, così come non esiste la libertà di ogni abitante del quartiere di scegliere la propria vita, la propria onestà, di essere considerati uomini e donne in un Paese, che si dice democratico e si chiama Italia!

 

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