Munnizza e omertà

Pochi teppisti e molti che fanno finta di niente. E la diossina dilaga

Angolo via del Principe – via Mulino a Vento, è notte a San Cristoforo, quartiere del centro storico di Catania. Un uomo si agita, nervosamente, in mezzo alla strada. La sua voce risuona tra le case mentre chiede, telefonicamente, l’intervento dei pompieri. Alle sue spalle un intero angolo di strada, ricoperto da spazzatura, sta prendendo fuoco.

Altri roghi sono accesi in via Cordai e in via Plebiscito. Colonne di fumo si alzano un po’ ovunque.

Sono, ormai, giorni che gli operatori addetti alla raccolta sono in sciopero. Cumuli di rifiuti ingombrano le vie, gli incroci e i marciapiedi, rendendo difficoltosa la circolazione stradale e pedonale. Mi fermo con la macchina vicino a un gruppo di persone e li informo che vicino le loro abitazioni stanno prendendo fuoco alcuni cassonetti.

Loro allungano lo sguardo nella direzione da me indicata, e poi tornano a chiacchierare come facevano prima che li disturbassi.

Nessuna preoccupazione segna i loro visi. Non so se si tratta di disinteresse o complicità verso chi ha acceso i roghi; ad ogni modo, mi allontano stupito dal loro disinteresse, per qualcosa che sta accadendo a dieci metri da loro, per qualcosa che produce diossina che può nuocere a loro e alle loro famiglie.

Mi allontano, mentre risuonano le sirene dei vigili del fuoco e mentre un palo della linea telefonica, già gravemente devastato da precedenti incendi, subisce il colpo di grazia, lasciando l’intero isolato senza collegamenti telefonici per qualche settimana.

Giorni dopo, mentre, ancora, un odore acre si alza dai cumuli di immondizia, andata a fuoco, una signora, dal primo piano della sua abitazione, mi ferma e mi chiede di gettare, nell’unico cassonetto rimasto indenne, una bottiglia di plastica vuota.

Compiuta l’operazione mi fermo a parlare con lei e, a fine discussione, le dico: “Certo signora che qualcuno, sicuramente, avrà dato fuoco ai cassonetti, lei che dice?”, la signora allarga le braccia e, successivamente, si porta l’indice della mano destra davanti al naso. Me ne vado con una strana sensazione sulle spalle.Munnizza e omertà.

 

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