Effetto Karoshi

Il lavoro in Giappone è valutato secondo la quantità e non secondo la qualità. Le promozioni non dipendono dai meriti, ma dall’età e dagli anni di servizio. In media si lavora dodici ore al giorno, di solito tutte di seguito. Un mare di sacrificio e di conformismo. La morte per troppo lavoro in Giappone ha un nome preciso: “karoshi”.

E la fabbrica? La portiamo in tasca.

“Ma sei libero, puoi scegliere tu quando lavorare”. Immaginate una fila di persone che aspettano davanti un cancello, tante mani alzate la mattina presto e uno col cappello che fa entrare i primi lì davanti: questo si chiama caporalato! “E il padrone?”, il padrone è quello che possiede l’applicazione.

Cowboys metropolitani

Secondo Elisa Pagliarani il rider è un cow boy che porta il bestiame al pascolo in una terra senza legge. “In Italia la normativa in merito alle tutele dei collaboratori presenta alcune lacune”, diceva in groppa al suo cavallo il capo di Glovo Italia alla Stampa, a fine aprile. Giulia Druetta risponde: “Non esiste un vuoto normativo, perché gli strumenti per inquadrare il lavoratore autonomo con delle tutele ci sono: c’è il contratto di lavoro intermittente, c’è l’articolo 2 del Jobs Act sulla eterorganizzazione. I contratti a collaborazione occasionale sono applicati per mera volontà padronale per sfruttare la manodopera e risparmiare”.

Corruzione all’Università. Gli studenti catanesi protestano in piazza

Quel sistema per cui i concorsi venivano cuciti addosso ai parenti e agli amici dei professori più influenti e potenti, per cui decine di giovani erano umiliati e cacciati dalla carriera accademica perché non abbastanza accondiscendenti e sponsorizzati, quel sistema che tutti conoscevano ma in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, quel sistema oggi è stato decapitato da un’operazione della magistratura.

Ultima fermata?

Durante la corsa si è soliti chiacchierare del più e del meno: “Certo che fa proprio caldo in questi giorni” dice l’autista stremato, con fazzoletto alla mano per asciugare la fronte e l’altra sul volante. “Mi scusi per la domanda, ma è vero che le linee Amt verranno sospese entro il primo di luglio?”.

Le partecipate al tempo del dissesto

Di recente la Corte dei Conti siciliana ha documentato, statistiche alla mano, un significativo aumento dei casi di segnalazioni e condanne per illecito amministrativo oltre a gravi atti di irresponsabilità da parte di politici, amministratori, managers e dipendenti pubblici che sono all’origine di pesanti distorsioni dell’azione amministrativa con ingenti danni a carico dell’erario. 

Giovani siciliani

In una Sicilia piena di giovani disoccupati che fuggono al nord o all’estero (l’isola, dal 2002 al 2018, ha perso circa 180000 residenti e un universitario su tre studia negli atenei del settentrione), qualche ragazzo crede ancora nella propria terra e non la abbandona. Come Valerio, attore di 30 anni e Giulia, 29 anni e laureata in lettere moderne.