Il parco giochi della democrazia “partecipata”

Catania – Il Bastione degli Infetti da quando c’entrò Bianco

“Per riqualificare il Bastione degli Infetti abbiamo partecipato a una gara online mobilitando tanta gente che ci ha sostenuto. A gennaio, dopo due anni che lo aspettavamo, è venuto il sindaco Bianco che doveva visitare il posto, con al seguito diversi dirigenti e tecnici. Dal momento in cui sono entrati hanno aperto un progetto esecutivo, dove si prevedeva un’area di verde attrezzato. Glielo abbiamo subito contestato, perché il progetto che avevamo presentato noi due anni fa prevedeva la riqualificazione del sito archeologico, che dovrebbe essere un’altra cosa” così esordisce Pippo Lanza del Comitato Antico Corso, dal nome del quartiere in cui il bastione si trova.

“Dopo qualche settimana siamo stati invitati al tavolo tecnico che si è tenuto nell’assessorato di competenza. Al tavolo, eravamo rimasti che il dialogo sarebbe continuato, anzi l’assessorato si è detto disponibile a incentivare incontri nel quartiere per un confronto sulla proposta”. Questi incontri non ci sono mai stati.

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“Il sindaco Bianco quando c’è stata l’iniziativa di Kiwanis, che ci ha regalato le targhe turistiche con la descrizione del sito, è venuto per inaugurarle. Lunedì 5 giugno si è presentata l’impresa per iniziare i lavori del loro progetto”. La condizione per usufruire di questi fondi regionali è che i progetti presentati dovrebbero “innescare pratiche di cittadinanza attiva” – che derivano direttamente dalla Fabbrica del decoro.

Una volontaria del FAI (Fondo Ambiente Italiano) presente alla conferenza che si è tenuta il 9 giugno davanti al Bastione “la tutela dei beni culturali – ha detto  – si sviluppa se c’è una tutela dell’istruzione. Perché non pensavano a un intervento di questo tipo invece che al parco giochi?”. Siamo nel quartiere dove la scuola Manzoni rischia di chiudere perché non si sa con quali soldi ristrutturarla, ma soprattutto qui la dispersione scolastica è altissima.

“Noi abbiamo chiesto un incontro con il sovrintendente perché ci pareva strano che questo progetto del parco giochi potesse passare senza un suo parere. È risultato evidente che c’era un nullaosta della sezione architettura – che poi non si capisce bene – e non era invece passato dalla sezione archeologia. Questo modo di procedere è totalmente illegale” si aggiungono altre voci.

Il sole batte sulla pietra lavica del Bastione e sugli operai della CGS Costruzioni. Uscire dal Bastione col camion non è facile: su un lato della strada c’è un’auto ammaccata, coi vetri rotti e abbandonata lì da chissà quanto tempo.

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Sul cancello di legno del Bastione c’è un cartello che informa come il Comune di Catania stia effettuando lavori di “riqualificazione area verde e arredo urbano”. Il committente è sempre il Comune, direzione Ecologia e ambiente. Ci sono  i nomi dei direttori dei lavori. Ma nessun responsabile della sicurezza. Nessun progettista. Nessun coordinatore. Tutte le altre sezioni sono vuote, comprese le date di inizio e fine lavori. I soldi da spendere sono invece indicati: 255.175, 81 euro.

La conferenza si trasforma in presidio. Si raggiunge a piedi la villa Bellini per parlare con la dottoressa Riguccio, all’ufficio Tutela e gestione del verde pubblico. Il Comitato Antico Corso, insieme ai rapresentanti di diverse associazioni locali, resta ad aspettarla per un bel po’. Il suo ufficio è una piccola stanza, con le volte sul tetto e le mura screpolate dall’umidità. Sulla scrivania un piccolo piatto con fiori secchi, scartoffie, documenti e nel centro la rassegna stampa de “La Sicilia”.

La dottoressa ascolta attentamente Salvatore Castro, portavoce del comitato, e quando è il suo turno si lamenta “Avete sempre chiesto un’azione da parte dell’amministrazione. Questo progetto è un punto di partenza, per cominciare a fare qualcosa per un’area importante culturalmente, storicamente, ma soprattutto perché è piena di gente. Le attività che avete fatto come comitato le abbiamo sempre elogiate, perché sono di grande importanza, proprio perché un luogo per essere qualificato deve essere vissuto”.

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La dottoressa non si capacita di cosa possa non andare nel progetto del Comune. “L’idea era di ripulirlo, ripristinare il suolo e renderlo più gradevole con qualche essenza di vegetazione ma anche panche e arredi che potessero servire a un tipo diverso di target da quello individuato da voi, ossia i bambini che in quel quartiere giocano per strada. Tutti i giorni la Sovrintendenza affianca gli operai. Non è nato come un progetto di scavo, altrimenti non avrebbe riguardato il nostro ufficio. La Sovrintendenza ci ha chiesto di fare delle piccole opere sui muri per la messa in sicurezza e attenzionare se durante gli scavi a mano uscisse fuori qualcosa. Sarebbe stato più costruttivo se anziché dire sui giornali cose che non sono veritiere… Perché dire che la Sovrintendenza è stata allertata all’ultimo minuto? Non è vero! È un lavoro in progress, e quelle dichiarazioni sui giornali sono state un po’ spiacevoli! E poi se due altalene danno fastidio, parliamone! Siamo stati sempre disponibili!”.

All’improvviso arriva il consigliere Notabartolo per accedere agli atti riguardanti il Bastione “Come e chi ha deciso di spendere 250mila euro senza farli comparire in bilancio?”.

Continua… – Guardia di Finanza permettendo.

 

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