I politici di trent'anni fa - I Siciliani Giovani

I politici di trent’anni fa

Dopo una clamorosa sconfitta elettorale, il capo del principale partito politico italiano si presenta in tv per parlare agli italiani. E’ la prima volta dopo tanti anni che un uomo del potere si espo­ne così. Grande è l’attesa…

…Gli italiani, però, volevano soprat­tutto vedere i democristiani. I quali, alla fine, delegarono ad appari­re i per­sonaggi di seconda categoria, quelli che, sempre Sciascia secondo la sua classi­fica, definirebbe i mezzi uomini, cioé ex segretari nazionali ed ex mini­stri: costoro avevano facce bianche, spie­gazzate e trafelate come fogli di carta prima appollottolate da mani umi­de e poi malamente dispie­gate.

Facce stra­ne: la bazza cadente che di solito psico­logicamente indica la rasse­gnazione inerte dinnanzi ai pe­ricoli mortali e due occhi, l’uno semi­chiuso, l’altro sgrana­to, con la pupilla roteante, cosiddetta facies gaudiosa o sindrome del mistero, come quella di San Bene­detto un istan­te prima della lapidazio­ne.

I democristiani dissero che era trop­po presto per trarre un significato e che il partito stava ampiamente esaminand­o i risultati della consultazione elettora­le in modo da interpretare la volontà popolare e che comunque i comunisti non rompessero le palle perché aveva­no perduto un punto.

Dinnanzi agli occhi sfottenti dei cro­nisti non aggiunsero altro, ed anch’essi scomparvero. Ma gli italia­ni, accaniti e immobili, non si scosta­rono d’un pal­mo dai televisori, stava accadendo una cosa mai sentita a memoria d’uomo e non volevano perdersi il fina­le. Gli ita­liani duri e spietati.

Fin­ché apparve un piccolo uomo con una grande testa calva im­perlata di su­dore, Ciriaco De Mita, e nelle case de­gli ita­liani si fece un si­lenzio di tomba. Ciria­co aveva la boc­ca sottile raccolta a cuc­chiaino e le palpebre che gli sbatte­vano vorticosa­mente. Disse una cosa mira­bolante: «Abbiamo a lungo riflet­tuto, ma non abbiamo capito perché gli ita­liani ci hanno castigato così! Siamo stupefat­ti!”

E, dinnanzi a questa stupefazione, a loro volta gli italiani rimasero a bocca aperta e confusamente capirono che era quello il dato politico più straordi­nario.

Cioé dopo anni ed anni di malgover­ni, scandali, corruzioni, pre­potenze, lottizzazioni, alleanze e com­plicità ma­fiose, programmi frantumati, opere pubbliche incomplete, ribalderie e pre­varicazioni in tutti i settori della società italiana, finanza, giustizia, ser­vizi se­greti, banche, editoria, i demo­cristiani di vertice (e la buonafede tra­spariva davvero dagli occhietti smar­riti di Ci­riaco De Mita) ancora si chiedeva­no perché mai gli italiani li avessero in­fine così brutalmente pe­nalizzati.

(da “Mistero gaudioso dei democristiani”, I Siciliani, luglio 1983)

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