Gli invulnerabili

“Il potere si è isolato da tutto, si è colloca­to in una dimensione nella quale tutto quel­lo che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca”

Anteprima dell’“Ultima violenza”, nel­la sala ci sono tutti i rappresentanti del potere nel territorio, i buoni e i cattivi, i giusti e gli iniqui, i galantuomini e i ma­scalzoni. Sulla scena per tre ore sfilano i personaggi equivalenti. Che abbiano au­tentico vigore drammatico e bellezza tea­trale, non ha qui importanza. Sfilano! Al termine delle tre ore Turi Ferro, splendi­do avvocato Bellocampo, ha un ultimo guizzo drammatico, sulle sue parole spa­ra la musica del Dies Irae, il pavimento del teatro sembra incendiarsi di bagliori, si alza lentamente e su questo declivio rotola il cadavere insanguinato del terro­rista Sanfelice, ucciso pochi attimi avan­ti, prima che potesse rivelare il nome dei grandi assassini mafiosi. E’ come se il teatro, compiuta la sua rappresentazione, gettasse quel corpo incontro al pubblico, quasi per restuirglielo; infatti quel pavi­mento è di metallo, una specie di immen­so specchio nel quale gli spettatori della sala vedono se stessi plaudenti.

Ovazione finale, gli attori vengono avanti per ringraziare; viene avanti il ca­valiere del lavoro Lamante, che ha sac­cheggiato la società e alla cui ricchez­za sono state sacrificate centinaia di vite umane, clap-clap, applausi vigorosi, ap­plaude contegnoso anche l’autentico ca­valiere del lavoro che sta in sala. Ecco l’imprenditore Marullo, inteso Palummo ‘e notte , imprenditore che monopolizza tutti gli appalti della regione, e per tale monopolio ha fatto eliminare i concor­renti a raffiche di mitra, clap-clap, ap­plausi anche dall’imprenditore d’assalto che sta in sala e guardando la sua imma­gine nello specchio sembra quasi diverti­to. Bravo, bene! Cla-clap-clap, viene avanti il senatore Calaciura, tre volte par­lamentare, ex ministro, sfiorato da una candidatura al quirinale, sommo manipo­latore di alleanze, complicità, miliardi di pubblico denaro e qualche assassinio, e in sala applaudono tutti, galantuomini e ribaldi. Complimenti, bis! Eccolo: quell’attore che si presenta con un inchi­no è il Procuratore Generale della corte di giustizia, gli hanno dato una legge e lui l’ha applicata, senza mai pensare per un attimo che potesse costituire un’infa­mia. Uragano di applausi. Bravissimo! I magistrati presenti applaudono.

Il clima morale della società è questo. Il potere si è isolato da tutto, si è colloca­to in una dimensione nella quale tutto quello che accade fuori, nella nazione reale, non lo tocca più e nemmeno lo of­fende, né accuse, né denunce, dolori, di­sperazioni, rivolte. Egli sta là, giornali, spettacoli, cinema, requisitorie passano senza far male: politici, cavalieri, imprenditori, giudici applaudono. I giusti e gli iniqui. Tutto sommato questi ultimi sono probabilmente convinti d’essere oramai invulnerabili.

I Siciliani, novembre 1983

 

La Fondazione Fava

La fondazione nasce nel 2002 con l’intento di mantenere vivi la memoria e l’esempio di Giuseppe Fava, attraverso la raccolta e l’archiviazione di tutti i suoi scritti, la ripubblicazione dei suoi principali libri, l’educazione antimafia nelle scuole; la promozione di attività culturali che coinvolgano i giovani, sollecitandoli a raccontare.

Il sito permette la consultazione gratuita di tutti gli articoli di Giuseppe Fava sui Siciliani. Chi invece volesse consultare gli archivi fotografico e teatrale, o altri testi, o acquistare i libri della Fondazione, può scrivere a elenafava@fondazionefava.it o mariateresa.ciancio@virgilio.it

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Il sito “I Siciliani di Giuseppe Fava”

Pubblica tesi su Giuseppe Fava e i Siciliani, a partire da quelle di Luca Salici e Rocco Rossitto, che ne sono i curatori. E’ articolato nelle seguenti sezioni:

Storia di un giornale antimafia/ Giuseppe Fava, giornalista e direttore/ Gli anni dell’Espresso sera/ Il Giornale del Sud/ I Siciliani perché?/ Giornalista in Sicilia, un mestiere difficile/ La mafia in Sicilia all’inizio degli anni 80/ I Siciliani 1983-1984/ I redattori/ Le inchieste del primo anno (83-84)/ Mafia politica e imprenditoria/ Sindrome Catania/ La mafia/ La giustizia/ I missili di Comiso/ Il sogno fallito dell’industria in Sicilia/ Sport, cultura, spettacolo / Cronaca di un successo/ Il 5 gennaio 1984/ I Siciliani 1984-1986/ La chiusura/ I Siciliani nuovi 1993-1996/ Un quotidiano per CataniaUna verita’ lunga vent’anni/ La stampa e il processo Fava/

“I Siciliani di Giuseppe Fava” è un archivio – anzi un deposito operativo – della prima generazione dei Siciliani. Senza retorica, senza celebrazioni, semplicemente uno strumento di lavoro. Serio, concreto e utile: nel nostro stile.

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