Giulia e gli altri: quelli che alla fine pagano per tutti

Tutto questo è ancor più facile per Giulia, che è una bella ragazza, attraente, ma senza coscienza di sé, con qualcosa nella mente che non funziona.

Giulia da piccola donna diventa facile da conquistare. Dentro di lei nasce una vita. Giulia crede di essere pronta per essere madre. Ma è una maternità fisiologica, non scelta affatto, con una mamma disperata e uno stato sociale che non l’ha protetta.

Che ne sarà di Giulia e del suo bambino? Per salvarlo, probabilmente le sarà tolto. Forse qualcuno le spiegherà perché. Forse lo Stato sociale e sanitario si prenderà cura di lei. Forse.

Forse non risolverebbe, questo Stato di cui parliamo, i suoi problemi mentali. Ma potrebbe aiutarla: un lavoro, una casa, l’istruzione per le sorelle… Questo, se un tale Stato esistesse. Davvero e non solo sulla carta. Una carta importantissima peraltro, visto che è quella (Articolo Tre) della Costituzione.

Una storia diversa – ma dello stesso quartiere – è quella della scuola media Andrea Doria dove la III D e la sua insegnante abbracciano un progetto di giornalismo per ragazzi e si autogestiscono una pagina dentro de “I cordai” il giornale del quartiere. Una pagina a loro disposizione per raccontare la loro scuola, il loro quartiere. Descrivono, da veri cronisti, il disagio dei bambini e degli adolescenti che vivono nelle strade controllate dal potere mafioso, nell’indifferenza e l’abbandono delle istituzioni.

Raccontano di come vengono svegliati durante la notte dalle auto, che vengono dall’altra città, che strombazzano e si fermano presso le case dove si vende la droga perchè quello è il modo per superare il disagio di un lavoro che non c’è. Raccontano lo spaccio di piazza Don Bonomo, che vedono ogni giorno. Lo raccontano con lucidità, con una “normalità” agghiacciante.

Dodici milioni di euro, a Catania, secondo l’indagine dei carabinieri del luglio 2010, sono stati sottratti dai politici, e da alcune associazioni di “assistenza”, a tutti coloro che vivono disagio e indigenza in questa città. Questi bambini, questi adolescenti, questi esseri umani sono stati traditi così, da chi doveva aiutarli, in cambio di una cinica ricchezza.

Nel 2011, secondo il rapporto di Save the Children, i bambini che vivono al di sotto della soglia di povertà in Sicilia sono il 44,2 per cento. Quasi la metà.

Abbandono scolastico, negazione dei diritti più elementari, mancate cure mediche e sfruttamento del lavoro minorile, tutte queste cose nel quartiere di San Cristoforo sono la norma.

E’ una statistica non scritta che viviamo ogni giorno.

E siamo in uno Stato democratico, grande potenza industriale, alle prese con una crisi economica che come sempre sarà pagata soprattutto da bambini e adolescenti.

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