Gammazita e La Piazza dei Libri - I Siciliani Giovani

Gammazita e La Piazza dei Libri

A poco più di un mese dall’inaugurazione della “Piazza dei Libri“, presentata dall’associazione culturale Gammazita dal 18 al 21 dicembre, la piazza Federico di Svevia è sempre più viva di gente che ha accolto l’iniziativa con interesse e partecipazione. Una piazza colorata, dove i libri, come frutti rari, nascono dal grande albero al centro della piazza. Ogni sera è così e, tutto questo, grazie all’impegno di alcuni ragazzi che con dedizione e passione hanno creato dal nulla una vera e propria biblioteca popolare. Abbiamo avuto l’onore di parlare con Manola Micalizzi che ci racconta l’esperienza “Gammazita

Scatto Sociale: Quando è nata Gammazita?

Manola Micalizzi: La realtà di Gammazita è nata un anno e mezzo fa con tante idee, frutto di cinque persone ispirate in maniera diversa, dove ognuno ha portato la propria esperienza. Chi con i lavori manuali, chi con la giocoleria, chi come me con la musica, ma mai mi sarebbe venuto in mente di aprire un’associazione culturale. Poi giocando giocando siamo arrivati a fare tutto quello che abbiamo fatto finora. Volevamo recuperare questo quartiere che tanto ci piace e a cui siamo affezionati. Sono nata in via Plebiscito e da bambina mia madre non mi faceva scendere a giocare, ovviamente perché il quartiere era quello che era. Quindi recuperare questo quartiere per me è stata una scommessa. Debbo dire con piacere che i ragazzini ci hanno dato tante soddisfazioni, anche se all’inizio sono stati sia ostili che simpatici, forse perché all’inizio abbiamo “invaso” il loro territorio. Il quartiere oramai ci vuole bene e siamo stati fortunati in questo, perché non è facile farsi accettare da un quartiere come San Cristoforo. Probabilmente le madri ci lasciano i bambini con tranquillità, perché sanno che non sono in giro a rompere specchietti o a delinquere. Ce ne occupiamo noi e la sera li riaccompagniamo a casa. Soprattutto diamo a questi bambini l’opportunità che altrimenti non avrebbero avuto: quella di avere una chance nella vita. Non per forza un ragazzino che nasce nel quartiere deve fare lo spacciatore o fare la “carne” … perché qui si fa solo carne. Qui può fare il giocoliere, può fare l’artista di strada, può fare il musicista, può fare il lettore. Qui vengono, inoltre, moltissimi gruppi e i bambini … incominciano a sognare. Come Samuele che è uno dei ragazzini che ci frequenta ed è del quartiere. Ha avuto modo anche di collaborare con artisti di fama internazionale e, in meno di un mese, ha imparato a fare giocoleria. Non pensava di arrivare a fare una cosa del genere ed è singolare perché i bambini hanno tutte le armi per fare tutto quello che vogliono. Hanno un’ampia scelta di cose da fare, ma ovviamente il posto, le possibilità, l’estrazione sociale, il tipo di scuola non glielo possono permettere. Non li fanno sognare e allora restano qui a fare danni o peggio a delinquere. Poi si scoprono percussionisti e sono contenti di questo perché possono partecipare con noi, per esempio, a manifestazioni e si sentono finalmente protagonisti di questa società.

Scatto Sociale: La sede è la vostra

Manola Micalizzi: La sede è nostra, paghiamo l’affitto. Non siamo occupanti e siamo un circolo ARCI.

Scatto Sociale: L’iniziativa della Piazza dei Libri come nasce ?

Manola Micalizzi: È un progetto che nasce da un bando di concorso che onestamente non pensavamo di vincere. Invece l’abbiamo vinto. Noi abbiamo sempre avuto una piccola libreria all’interno dei locali dell’associazione. Daniele Cavallaro, uno dei soci fondatori, ha sempre fatto parte del mondo dei libri e quindi anche tramite lui è venuta fuori questa idea: sarebbe bello che una piazza diventasse momento di scambio, di letture o di libri. Tutti i negozi di libri sembrano essere delle cattedrali, sembra male entrare, non puoi toccare le cose, le sporchi, mentre invece la gente ha bisogno di familiarizzare con i libri, di avere il contatto fisico con i libri. Il fatto di donare, di partecipare e di metterci la faccia è grandiosa. Abbiamo realizzato una campagna pubblicitaria fatta di selfie, il cui nome è Selfiebook. Il motto era “Dona un libro e mettici la faccia“. Questo ci ha anche aiutato a fare una selezione di libri, perché ovviamente se ci mettevi la faccia non donavi sicuramente gli Harmony. Abbiamo avuto un sacco di adesioni e anche per questo ci impegniamo a farla esistere sempre. Quando pioverà, tutto quello che è esposto nella piazza, lo caricheremo di spalle e lo porteremo dentro. Riporteremo il tutto fuori quando le condizioni meteorologiche ce lo permetteranno.

Scatto Sociale: Avete pensato di creare una mini struttura che permetta l’allocazione permanente della libreria ?

Manola Micalizzi: Il finanziamento era quello che era. Quello che abbiamo fatto, anche i nomi che abbiamo portato, tutto è arrivato dalle donazioni dei volontari e di chi ci ha sostenuto. A poco a poco arriveremo a fare anche una struttura permanente.

Scatto Sociale: Voi vi rendete conto che avete creato un punto di aggregazione che mancava nel quartiere ?

Manuele Micalizzi: Assolutamente sì e il quartiere di questo ne è felice. Noi abbiamo avuto per un anno e mezzo all’interno dei locali una libreria dove poter consultare i libri. Nessuno ha mai rubato libri. Lo potevano fare. Rubano biciclette, rubano tante altre cose al di fuori del quartiere, ma nessuno entrando ha mai rubato qualcosa.

Scatto Sociale: Con un aggettivo, come vi definireste?

Manola Micalizzi: Attivisti di cultura. Quello che ci passa per la testa lo mettiamo in atto.

Scatto Sociale: Secondo te c’è un ingrediente per poter replicare questa stessa iniziativa in altri quartieri?

Manola Micalizzi: C’è il modo. L’importante è comunicare con gli abitanti del quartiere cercando di parlare la loro stessa lingua e di venirsi incontro nelle attività di tutti i giorni. Ci deve essere cooperazione e scambio di idee con gli stessi abitanti del quartiere. Comunque l’importante è ricordarsi sempre che il cambiamento viene dal singolo.

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