Ci doveva scappare il morto - I Siciliani Giovani

Ci doveva scappare il morto

Il senza tetto con la barba lunga che vagava per Catania aveva un nome, si chiamava Mohamed.

“Mohamed è deceduto l’altro ieri sera alle 20:35 al pronto soccorso del Cannizzaro di Catania. Era marocchino, ma viveva qua da dieci anni ormai… per strada” racconta Francesca Di Giorgio dell’Associazione “La bottega di Adif”.

“I senza tetto aumentano sempre di più, molti sono cittadini catanesi. I dormitori sono sempre mancati, non ci sono bagni pubblici quindi fanno i loro bisogni nei parchi o nei giardini, sotto gli occhi di tuti”,  il problema dei clochard non è nuovo, l’unico intervento che il Comune ha ritenuto utile risale al luglio 2018 e che ha perso efficacia il 31 marzo 2019, l’ordinanza “Antibivacco”, che impediva loro di ledere all’immagine decorosa della città.

 “Se parli con i barboni ti dicono che il problema non è “il mangiare”, ma dove dormire”- afferma Francesca- “Mohamed ha dormito in vari posti: prima nel giardino del vecchio Garibaldi, poi sotto i portici di viale Mario Rapisardi; per la festa di Sant’Agata si spostava ad Aci Trezza, aveva paura dei botti. La sua barba era lunghissima, era spesso ubriaco e schivo. Soltanto Giuseppe Messina, volontario di “Insieme”, è riuscito ad instaurare un rapporto con lui, qualche volta gli toglieva le ulcere ai piedi.”

“La diagnosi ha confermato diverse patologie, quando Giuseppe l’ha portato al pronto soccorso gli hanno fatto la barba, era pulitissimo, non sembrava nemmeno Mohamed.  È morto nel pronto soccorso, forse era spaventato, forse aveva avuto un trauma, ma nessuno lo saprà mai. Bisogna incaponirsi con questi soggetti, se rifiutano di spostarsi in appositi centri di accoglienza, si deve insistere, spesso non sono capaci di intendere e di volere. Mohamed è stato visitato una volta sola da una psichiatria, a tre metri di distanza, che non l’ha definito soggetto vulnerabile.”

“I dormitori che il Comune di Catania aveva promesso, dove sono? Dove sono i posti letto per i senza fissa dimora? L’estate passerà in fretta e presto tornerà l’inverno e quindi il freddo. Ogni anno la storia è sempre la stessa, dimmi se questa è dignità.”

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