giovedì, Gennaio 29, 2026

Autore: redazione

-mensile-Editoriali

Sotto la Corte la mafia campa

Qui Lombardia, anni duemila. Pare di stare nella Sicilia, anni ottanta del secolo scorso. Vi ricordate quando la Corte di Cassazione era nelle mani di chi sosteneva che Falcone fosse “una faccia di caciocavallo”? Era costui il giudice Corrado Carnevale, che non per niente presiedeva la prima sezione della Suprema Corte. Per la “sua” sezione dovevano passare, senza scampo, tutti i processi di mafia e di camorra. Alla faccia del principio del giudice “naturale”, i mafiosi sapevano di avere invece un giudice “precostituito”, il “loro” giudice, quello cioè che comunque avrebbe sempre deciso, alla fine, delle loro sorti. E Carnevale decideva “bene”, almeno dal loro punto di vista.

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Società

Le deleghe pericolose

Stiamo vivendo uno dei momenti più difficili della storia repubblicana. La crisi economica e finanziaria, l’implo­sione della credibilità del sistema poli­tico, le tensioni sociali che, non più modulate dalla politica e dalle idee, ri­schiano di frantumare l’ipotesi stessa di paese e di società.

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CulturaPaesi

Gens de voyage

Parigi. Louis de Gouyon Matignon ha ven­tuno anni appena com­piuti, san­gue blu da ni­pote di marchesi, una carriera universita­ria in giurispruden­za, un’estate – quella ap­pena passata – passata al Senato come assistente del deputato Ump Pierre Hé­risson, presi­dente della commissio­ne per i gens du voyage, ma soprattut­to una pas­sione per la musica manou­che che lo ha por­tato fino agli accam­pamenti nomadi di tutto il paese.

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