mercoledì, Marzo 18, 2026

Autore: ivana

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Reprimere o educare?

Da alcuni giorni la Questura di Catania è impegnata con ingenti uomini e mezzi a organizzare retate nelle scuole superiori della città. Su disposizione del Questore, Alberto Francini, i poliziotti irrompono nelle scuole durante l’orario di ricreazione con l’obiettivo di sorprendere studentesse e studenti in possesso di droghe leggere o intenti a fumare sigarette di tabacco in aree nelle quali il fumo è vietato. Le posizioni di docenti e studenti.

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-rete-AperturaSocietà

L’ultimo cavaliere dell’apocalisse mafiosa

La mafia a Catania ha tanti volti. Quello del politico del consiglio comunale che dà trenta euro per ogni voto e grida in piazza di essere amico del figlio del boss. Il volto di quel bambino di sei anni, figlio della compagna di uno spacciatore, usato per portare le pallina di cocaina alle macchine dei clienti. Il volto dell’elegante imprenditore, stimato da tutti, che porta lavoro e ama la famiglia. La mafia a Catania ha oggi pure il volto di Mario Ciancio “che ha contribuito al rafforzamento di Cosa Nostra”.

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-rete-Società

Dopo Ciancio. La Sicilia dei Siciliani

Si è svolta questa mattina presso il Giardino di Scidà – bene confiscato alla mafia la conferenza stampa de I Siciliani giovani sul decreto di sequestro e confisca dei beni e delle società di Mario Ciancio Sanfilippo. All’imprenditore, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, è stata sequestrata anche la società editrice del giornale “La Sicilia” e le emittenti televisive che adesso sono gestite da amministratori nominati dal Tribunale di Catania. Sono intervenuti Matteo Iannitti, giornalista de I Siciliani giovani, Giovanni Caruso, vicedirettore e Riccardo Orioles, Direttore del giornale.

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-rete-Editoriali

I “Siciliani”: pronti a rimettere in piedi “La Sicilia”

La fine di Ciancio può e dev’essere l’inizio di un’era completamente nuova dell’informazione a Catania: non affarista, non collusa, non di bavaglio, ma onesta, antimafiosa e libera. E giovane, sull’esempio delle decine e decine di giovani giornalisti che in tutti questi anni sono cresciuti professionalmente e civilmente coi Siciliani, a Catania come a Napoli, a Napoli come a Roma. Noi dei Siciliani siamo in grado, professionalmente e civilmente, di assumerci l’incarico di traghettare il giornale “La Sicilia” dal giornalismo di Ciancio a quello di Giuseppe Fava.

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Sogno di un mattino di fine estate

“Hanno sequestrato La Sicilia”. “Chi? Come””. “Mah, il processo…”. “E allora?”. “Beh, potremmo provare a prendercela noi giornalisti antimafia. I beni confiscati… Non c’è una legge?”. Ho sognato che stavamo uscendo dal palazzo di giustizia, giornalisti e avvocati, e qualcuno diceva: “E’ finito il processo”. “Alè!” ho pensato io, sempre nel sogno.

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-rete-CulturaGiornalismoSocietàStorie

Insegnante contesta presenza esercito a scuola. E la dirigente lo sanziona

Ribadendo ancora una volta la fondatezza e legittimità delle mie affermazioni pubbliche contro il “progetto” della Brigata “Aosta” di esaltazione del disvalore della guerra e di mistificazione di una delle pagine più nere della storia italiana (il 1° Conflitto mondiale), riaffermo il diritto-dovere come educatore, pacifista, antimilitarista e obiettore di coscienza di respingere ogni forma di militarizzazione delle istituzioni scolastiche.

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E in chiesa, porte aperte

“Perché non parliamo dei problemi veri? Perché avviene l’esodo dall’Africa? Guardiamo tutto dalla nostra prospettiva, ma il vero problema è proprio in Africa: un continente ricchissimo da cui si deve andar via perché i giovani non hanno futuro. La terra non dà frutti a causa di siccità, erosione del suolo e inquinamento causato principalmente dalle multinazionali che spremono le risorse fino all’ultima goccia senza preoccuparsi delle conseguenze. Perché non parliamo di questo?”.

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