naufragio Archivi - I Siciliani Giovani

Augusta: il peschereccio della morte

Come è finita con il recupero del relitto?

Sono passati giorni dalla collocazione in una apposita area attrezzata, con una grande tensostruttura refrigerata nella rada di Augusta. Ad oggi sono stati recuperati oltre duecento cadaveri,  ormai scheletrificati, molti  i bambini. Trasportati nelle celle frigorifere per essere esaminati dai medici legali. Scene tremende ed inimmaginabili hanno “accolto” gli operatori che scandagliano i locali del peschereccio. I resti dei corpi accatastati ed avvinghiati nell’esalazione dell’ultimo respiro.

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Naufragio 18 aprile 2015

Recuperato il relitto con i 700 morti Il tutto è stato portato nella rada di Augusta. Il relitto con il suo tragico “contenitore di umanità”, uomini, donne, bambini, stava posato sul fondale marino a 370 metri di profondità. Domenico Stimolo

Primo luglio 2016, arrivata a Catania la nave con le 10 salme Particolarmente straziante il racconto del salvataggio del secondo gommone, “collassato” appena preso il largo da Tripoli. Rete Antirazzista Catanese

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Manifestazione Euromediterranea No Frontex

Catania è la città che ha visto l’arrivo dei ventotto superstiti del 18 aprile 2015 sotto grandi riflettori mediatici, ed il suo porto conta trenta sbarchi, ma c’è un’altra ragione per volere qui questa manifestazione. Nel cuore del suo centro storico, l’ex monastero di Santa Chiara è diventato, per volontà politica dell’amministrazione comunale, sede operativa di Frontex, distaccamento di Varsavia. Ristrutturata a spese della Regione per diventare area culturale, a pochi passi dal Castello Ursino, viene sottratta alla cittadinanza e ai turisti per essere trasformata in zona militare.

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Aspettando al porto i sopravvissuti…

Da stamani giornalisti di tutto il mondo, uomini e donne dei movimenti sociali e antirazzisti, polizia, magistrati e perfino il governatore della Sicilia Rosario Crocetta attendono sul molo del porto di Catania l’arrivo dei superstiti del naufragio del canale di Sicilia, ormai una immensa bara dove giacciono uomini donne e bambini che oltre la vita hanno perso ogni diritto alla dignità, ogni diritto di vivere in pace

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