giovedì, Luglio 25, 2024

Messina

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Operazione Beta

La zona grigia della borghesia messinese. Né bianca né nera ma un’infinita area “grigia” dove convivono, ignorandosi ipocritamente o facendo affari comuni, imprenditori di successo, bancari, commercialisti, avvocati, instancabili factotum e le vecchie e nuove leve della criminalità organizzata.

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Operazione Beta 2

Dalle speculazioni edilizie ai centri commerciali nell’ultra saccheggiato territorio peloritano; dall’Expo di Milano alle alchimie finanziarie nei paradisi fiscali; dalla compravendita di petrolio in America latina e Turchia alle monocolture intensive e alla deforestazione selvaggia in Africa. Sono di dimensione locale e globale – glocal – gli affari di certa imprenditoria d’assalto della provincia di Messina, contigua o funzionale alle più invasive organizzazioni criminali e mafiose.

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Operazione Beta

Giovedì 7 giugno, il Tribunale di Messina deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio dei cinquanta imputati del procedimento denominato “Beta”, scaturito a seguito dell’omonima operazione antimafia del luglio dello scorso anno, un vero e proprio terremoto giudiziario con tanto di arresti eccellenti di noti imprenditori, professionisti e legali e delle vecchie e nuove leve della criminalità peloritana.

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L’accoglienza negata

La malaccoglienza a Messina e provincia è un affare da milioni di euro per i soliti noti, businessmen della ristorazione o piccoli (ex) imprenditori turistici a rischio fallimento. Un modello di riproduzione di sfruttamento e precarietà di giovani e non, istruiti e disoccupati, ottime clientele per ogni tornata elettorale. Anche l’ampliamento dei posti-cella per migranti nell’ex Caserma di Bisconte si è rivelato un buon affare.

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Matrioske e scatole cinesi

Ancora una volta a Messina sono l’edilizia pubblica e privata e le opere di cementificazione del territorio a rappresentare il pozzo di san Patrizio dei vecchi e nuovi gruppi criminali mafiosi. Nelle mire, in particolare, ci sono alcuni dei progetti fiore all’occhiello dell’Amministrazione comunale di Renato Accorinti sindaco.

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Saccheggiare il territorio e vivere contenti

Il progetto di realizzazione del megacomplesso edilizio da parte del duo Residenza Immobiliare – Carmel Srl nel torrente Trapani è stato al centro di una complessa indagine giudiziaria. Il 13 luglio 2016, sei mesi prima cioè del tavolo tecnico in Comune, la Seconda sezione penale del Tribunale di Messina, presidente il dottor Mario Samperi, ha emesso una pesante sentenza di condanna in primo grado a danno di alcuni degli imputati.

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Operazione antimafia Beta a Messina

Silenzio, silenzio, silenzio. A Palazzo Zanca nessuno è disponibile a rilasciare una sola parola su uno degli stralci più controversi dell’ordinanza di custodia cautelare della DDA di Messina relativa all’operazione antimafia Beta che ha colpito i “presunti” uomini-guida della cellula criminale messinese strettamente legata alla famiglia di Cosa nostra dei Santapaola.

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Mafia a Messina: riprese le udienze del processo Torrente

È ripreso il 3 luglio davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il processo Torrente che vede imputati il chirurgo Salvatore Lopes, ex sindaco del Comune di Furnari, Tindaro Calabrese, personaggio di spicco della famiglia mafiosa dei barcellonesi, il controverso collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, la sorella Vincenza, gli imprenditori Arcidiacono Leonardo, Sebastiano Geraci e Roberto Munafò. Sullo sfondo le elezioni amministrative del 2007

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Le mani di Cosa nostra catanese su Messina

L’operazione antimafia “Beta” del Ros dei carabinieri sgomina una cellula di Cosa nostra catanese, sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini. L’indagine, avviata nel 2013, coinvolge professionisti, l’ex presidente dei costruttori di Messina, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune: tutti connessi da un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilità.

 

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