Gli assembramenti di cui abbiamo bisogno 

 “Glovo, Uber, Just Eat sono multinazionali presenti in decine di paesi. Questi colossi grazie alla deregolamentazione del mercato della forza lavoro si sono serviti delle piattaforme digitali per introdurre un nuovo modello di sfruttamento.” 

Abruzzo, la mafia dei pascoli

La crisi economica rischia di favorire il riciclaggio e l’infiltrazione nell’economia legale delle mafie. L’Abruzzo non è esente e oltre settori classici per le mafie come rifiuti, speculazione edilizia e gioco d’azzardo le mafie hanno messo le mani anche sull’allevamento.

Mano negra, clandestina!

“Uno Stato serio, di qualunque fazione, dovrebbe mettere in regola chi si spacca la schiena e non far sempre guadagnare i pochi eletti, peraltro proprio in quella zona densamente ‘ndranghetista.” spiega Amodeo. “Però non è sempre così: in Calabria ci sono molte persone perbene che non sfruttano i migranti. Per la raccolta delle olive, io ne ho fatti assumere una quindicina col contratto di lavoro. Noi abbiamo un cuore grande e siamo molto più intelligenti di quello che ci vogliono far sembrare. Adesso sta funzionando anche la ripartizione, perché dal centro ne abbiamo mandati tantissimi in Germania ed in altre nazioni.”

Phon, forbici e mascherine

Il lavoro prima era molto regolare, ma tutto d’un tratto siamo stati penalizzati. La nostra situazione era già delicata.” dice Alessandro. “Quello che danneggiava prima, e che continua anche ora, è l’abusivismo esercitato da sempre più colleghi. I giovani parrucchieri, infatti, una volta finito il percorso di formazione, a causa della pesante pressione fiscale, preferiscono lavorare in nero senza aprire un negozio che comporterebbe il pagamento dell’affitto, delle bollette e delle tasse alte. In questo periodo siamo sconfitti sia dal virus sia dalla concorrenza illecita che non conosce crisi nemmeno ora lavorando ugualmente.”

Lobby ed eurocrati, giù le mani dal nostro vino!

Ci ha lasciato basiti la proposta di attivare una misura di distillazione così ampia e a condizioni così impraticabili per la maggior parte dei piccoli vignaioli. Immobilizzare 800 milioni di euro per una misura di cui i vignaioli non vedranno che le briciole, e che andrà praticamente ad esaurire i fondi destinati al settore, è inaccettabile, soprattutto se la cifra di cui si parla, ossia fino a 80 centesimi al litro, verrà confermata. 80 centesimi in molte zone d’Italia non coprono nemmeno i costi di coltivazione dell’uva, figuriamoci quelli di vinificazione.

La frutta in Cile è una cosa seria

La sala d’attesa della Policia de Investigationes non è altro che una fila di sedie davanti ad un piccolo ufficio. Qui ci stanno i sospetti terroristi, gli haitiani, i turisti con pochi soldi oppure quelli che hanno portato delle banane ma non lo hanno dichiarato. Già, in Cile se provi a far entrare frutta stai facendo un attentato.

Ravenna, 11-14 febbraio: “Per non morire di gioco d’azzardo”

Mercoledì 11 febbraio• Casa Circondariale di Ravennaore 9.30 Teatro delle Albe: Il giocatore di Marco Martinelliore 10.45 Game Over, documentario di Fabrizio Varescoore 11.40 Dibattito coordinato dal Gruppo dello Zuccherificio Giovedì 12 febbraio• Ore 11 – Palazzo del Cinema e dei CongressiGame Over, […]