L’avvocato di Ciancio sulla vara

Carmelo Peluso nominato nel Comitato dei festeggiamenti per la Festa di Sant’Agata. Oppure prendete un bambino di San Cristoforo, di quelli che ogni anno costruiscono la loro candelora di cartone e con orgoglio la furriano di vicolo in vicolo per essere anche loro protagonisti della festa. E fatelo presidente del Comitato dei festeggiamenti.

Città bandita

Ciò che di più triste emerge dall’inchiesta della Procura di Catania sulla corruzione all’Università è l’incapacità storica dell’Ateneo di risanarsi, di rifuggire pratiche clientelari, di superare l’insopportabile familismo. “Perché poi alla fine qua siamo tutti parenti (…) l’università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta una specie di élite culturale della città perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie” dice il Rettore Basile.

La “nuova” Sicilia di Mario Ciancio

“Cambiare tutto per non cambiare niente”, diceva il Gattopardo. Così a Catania, il lupo perde il pelo ma non il Ciancio: Mario e Domenico al giornale nonostante la confisca.

Il mostro dimenticato

Il centro intrattenimenti Sofocle giace abbandonato da quasi dieci anni all’imbocco della tangenziale di San Gregorio, primo paese etneo che incontrano catanesi e turisti. Ogni giorno auto e passanti lo osservano inermi, questo enorme ragno silenzioso, questa colata di cemento che ha deturpato -per sempre- la sinuosa collina di monte Catira, porta e guardiana silenziosa della città da secoli. Nessuno ci fa più caso: ormai fa parte del paesaggio. Una storia di provincia, un centro commerciale a San Gregorio, paese immediatamente sopra Catania. 

Ciancio, la mafia e i poli commerciali di mezza Sicilia

Decine e decine di ettari di terreni agricoli trasformati d’incanto in aree ultra-fabbricabili; progetti a pioggia per realizzare centri commerciali di medie e grandi dimensioni; investimenti per centinaia di milioni di euro con denaro di dubbia provenienza. Sono solo alcune delle vicende a tinte fosche rilevate dalla Procura della Repubblica di Catania nel corso delle indagini sul potente editore ed imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. “Rapporti stretti e decennali” quelli intrattenuti da Ciancio con Cosa Nostra, come ha dichiarato la sostituta procuratrice generale Miriam Cantone al processo in corso in Corte d’appello sul provvedimento di sequestro e confisca dei beni nella disponibilità dell’editore. Sotto i riflettori i parchi commerciali “Tenutella, “Porte di Catania” e “Sicilia Outlet Fashion Village” realizzati nel catanese e nell’ennese e il “Mito” di Misterbianco, arenatosi alla vigilia dei lavori per presunti attriti tra le cosche: operazioni tutte che per gli inquirenti avrebbero avuto come dominus proprio il potente personaggio siciliano.

Ciancio, Morosoli e il modello Catania

Non è un caso quello Catania, non è un caso neanche quello Ciancio. È un modello. Un paradigma della gestione del potere, ovvero la complicità tra imprenditoria, politica, informazione e magistratura. Comitati d’affari, a ragione, si diceva un tempo. A Catania i ricchi sono compari, soci in affari, amici di merende. Una loggia con un forte vincolo di appartenenza: quello alla città che conta. A Catania siamo fermi ai Viceré. Qui vige la plutocrazia.

Quella buona parola dell’editore Ciancio per il Muos

Anno 2008: il progetto d’installazione a Niscemi di uno dei terminali terrestri del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS, strategico per le forze armate degli Stati uniti d’America, rischia di arenarsi alla Regione Siciliana. C’è bisogno invece di accelerarne l’iter ottenendo le autorizzazioni per avviare le opere all’interno della riserva protetta “Sughereta” in barba ai vincoli urbanistici e ambientali. Il Comando della base di US Navy a Sigonella freme e qualcuno prova a spendere il nome di uno degli onnipotenti dell’Isola, quello dell’editore-imprenditore-costruttore Mario Ciancio Sanfilippo.

Il Lupo e gli avvoltoi

Il progetto del parcheggio scambiatore interrato a piazza Lupo è stato sepolto per anni ma adesso qualcuno pur di cancellare l’esperienza dello spazio sociale ha deciso di resuscitarlo. Ma la Parcheggio Lupo srl che dovrebbe realizzarlo è per il 30% confiscata alla mafia dopo il Decreto contro Mario Ciancio. Un bene confiscato dunque, restituito alla società, per finalità sociali, cosa che Palestra Lupo è già.

Il procuratore buono e quello cattivo

C’è lo Zuccaro coraggioso e tutto d’un pezzo, rigoroso e serio, uomo come pochi se ne sono visti nel tribunale di Catania: capace di arrivare dove mai nessuno era arrivato con le indagini. Un giudice finalmente al servizio della collettività contro i potenti, i massoni, i mafiosi. C’è l’altro Zuccaro, braccio giudiziario del fanatismo leghista, ossessionato dal trovare del torbido nella solidarietà.

Sbavaglio, ebook dei Siciliani Giovani

Sessantaquattro pagine di nomi, cognomi e avvenimenti sull’odissea della storica testata La Sicilia di Catania, un giornale usato come strumento per nascondere le verità. Una su tutte: la mafia a Catania. Negata, celata, ridotta solo a piccola delinquenza mentre il boss Nitto Santapaola costruiva il suo impero criminale.

L’ebook è scaricabile gratuitamente o con una donazione al link https://payhip.com/b/EYJz