venerdì, Aprile 24, 2026

Catania

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Il Ministro Minniti e l’elefante

“Chiedevamo più sicurezza e finalmente è arrivata, entri pure, prego”. Col braccio destro il sindaco Bianco apre la strada al ministro e ai gorilla che si muovono verso le scalinate per la sala giunta, al piano di sopra. L’aria prima festosa si fa seria, gli assessori e i vigili scherzano poco mentre si salgono le scale. L’ospite è uno importante e non va bene far brutta figura.

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Catania. Lo Stato contro la legge

Ieri il Questore di Catania dottor Gualtieri ha ufficialmente comunicato che a far data dalle ore 17.30 di sabato 23 settembre 2017 nella città di Catania le leggi della Repubblica non vigono più; in modo esplicito, quelle che vietano le manifestazioni fasciste e la ricostituzione del fascismo, ma implicitamente anche tutte le altre. Le leggi infatti, in un Paese civile, non possono essere rispettate alcune sì e altre no: violarne una, da parte dell’autorità, significa renderle istantaneamente obsolete tutte.

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Anche Crocetta da Ciancio

Rosario Crocetta, ancora Presidente della Regione Sicilia, autoproclamatosi paladino dell’antimafia e della legalità, non mostra alcun imbarazzo a rendere omaggio all’uomo più potente della città di Catania, ricchissimo proprietario terriero, speculatore immobiliare, editore dell’unico quotidiano locale cartaceo davvero venduto in città e, dal primo giugno, rinviato a giudizio dal Tribunale di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa.

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No al corteo di “ Forza Nuova” a Catania

Il Coordinamento Regionale ANPI Sicilia esprime  assoluta contrarietà all’iniziativa del 23 settembre a Catania da parte dell’organizzazione politica di stampo fascista denominata “Forza Nuova”, con un corteo che dovrebbe interessare le principali strade cittadine e propagandato con il titolo “ No Ius soli e stop all’immigrazione”(…). Invitiamo le forze democratiche, politiche, sociali e associative, ad assumere tutte le urgenti e necessarie prese di posizione di rifiuto dell’iniziativa.

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Orgogliosamente antirazzisti

Il corteo antirazzista, partito ieri pomeriggio dal porto di Catania, è andato bene. Centinaia i partecipanti: movimenti, singoli, associazioni. Grandi i Briganti di Librino che hanno fatto da testa del corteo, coinvolgendo ragazzini di colore e ballando insieme a loro. Ma grandi anche i ragazzi del Liotru e della Piazzetta, tanti, tutti a farsi sentire.

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“A San Cristoforo la mafia non esiste!”

Famiglie mafiose che hanno sostituito lo Stato nel controllo del territorio. Fino a togliere al quartiere il diritto al lavoro, il diritto di andare a scuola o il diritto di avere spazi sociali, come piazza Don Puglisi o piazza Don Bonomo, controllate dallo spaccio gestito dalla manovalanza mafiosa. Insomma, noi poniamo un problema morale, sociale e politico, e lo facciamo con delle domande al consigliere Pellegrino.

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A Fera i Liuni con morsi e azzannatine

“Possiamo litigare io e te, può capitare, no? Ma quando io prendo un’arma per fare male, è brutto. O prendi un furgone per investire le persone: fai così la prima volta, non prendi nessuno. E allora fai marcia indietro e ci riprovi. Ma loro, tutti quelli che erano qua, hanno visto queste cose e hanno taciuto. È questo che fa male, non è bello. In questo mondo non c’è giustizia: chi ha di più, comanda. Ma non è così, non è così… Se lo faceva un tunisino, un marocchino o un egiziano era terrorista. E quindi di cosa stiamo parlando? Sempre le stesse cose”.

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OMERTA’

Non sappiamo chi sia il giovane quasi-assassino del cinquantenne, se un rampollo di mafia  (e dunque ricco) o un ragazzo sbandato che ancora qualche anno fa avrebbe potuto essere salvato. Sappiamo chi sono i vigliacchi che hanno fatto corona, in silenzio colpevole, al suo delitto e, nel cerchio più esterno, coloro – numerosissimi e perbene – che fanno corona oggi, illudendosi di essere assolti da questa o quella parola di fuggevole e pelosa “solidarietà”.

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Catania – Uniti per la casa

Il palazzo di Via Calatabiano a Catania da due anni è occupato da famiglie come quella di Mauro, che lottano per avere una casa. Un signore di mezza età e un ragazzo colorano di verde il portone di ingresso del palazzo scherzando con i pennelli in mano. Si cerca di abbellire l’edificio, e di tenere pulito il quartiere e il parco dove giocano i bambini. Antonella, sua sorella e la loro amica Debora, puliscono le panchine del parco e poi le pitturano, con l’aiuto di altri volontari. Un segno di gratitudine verso un quartiere che li ha accolti. 

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