venerdì, Aprile 24, 2026

Catania

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La Catania che non c’è

In piazza Santa Maria di Gesù si avvicinano le prime persone, alcuni dei senzatetto catanesi. I volontari, spesso, sono il loro unico punto di riferimento. Riconosco Camillo, un signore anziano con una gamba ingessata e la stampella. Chiacchieriamo con lui mentre sul bordo della fontana sorseggia una cioccolata calda. Arrivano altri due amici, poi un altro ancora.

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I fiori del giardino di Scidà

Un giardino dove passare le calde serate d’estate: guardando un film, o ascoltando musica, o vedendo spettacoli teatrali, o funamboli e giocolieri circensi. Ma sarà anche un luogo per ricordare le vittime uccise dalle mafie, ma soprattutto le vittime vive e innocenti che vivono nei nostri quartieri popolari oppressi dallo “Stato mafioso”. Inoltre, ci sembra naturale che in questo giardino potremmo mettere radici per una libera informazione, presupposto per essere cittadini consapevoli.

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I voti dei mafiosi

I dati delle votazioni si susseguono uno sull’altro, mancano pochi seggi ancora da contare e spunta più volte il volto sereno di Musumeci. L’ex presidente della Commissione antimafia in Sicilia non diventa mai triste, nemmeno se gli mettono l’amico del figlio di un capoclan nella coalizione.

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La solita solfa

Ci sarà un nuovo governatore della Sicilia, un volto nuovo che sostituirà il vecchio, chissà, forse si chiamerà Gattopardo. E tra qualche mese anche il nostro governo cambierà e vedremo “il sol dell’avvenir”. E poi, un nuovo sindaco per Catania che non parlerà al telefono con il rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Che non saluterà dalla carrozza del Senato i suoi sudditi. Un sindaco bravo, bello, insomma, un volto nuovo per una nuova politica.

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C’era una volta la scuola…

La scuola era un presidio stabile per formare e insegnare ai bambini come diventare cittadini e cittadine. Molte volte ci riusciva con l’appoggio di quelle coraggiose donne madri. Adesso a San Cristoforo ogni quattro adolescenti, due non vanno a scuola e non lavorano. Allora cosa fanno? Scorrazzano in motorino o in bici, mentre le ragazze in casa badano ai fratellini o fanno le “casalinghe”. Tanti altri invece cadono nella rete di chi li usa per lo spaccio nelle piazze e per le vie del quartiere.

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