Antonio Ingroia Archivi - I Siciliani Giovani

“Maniaci libero” o “Salviamo il soldato Saguto”?

“La procura ha letto in modo capovolto questa vicenda. Pino Maniaci ha resistito alla corruzione: andava per la sua strada e si è cercato di punirlo. C’è una manipolazione nel video in cui veniva ripreso. Tutta un’operazione per salvare il soldato Saguto. Perché la Saguto andava sempre in caserma e si informava di questa inchiesta?”. A chiederlo, nel corso di un’arringa di oltre due ore, è stato l’avvocato Antonio Ingroia che, insieme all’avvocato Bartolomeo Parrino, rappresenta la difesa di Pino Maniaci.

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Maniaci peggio dei boss mafiosi?

Undici anni e sei mesi. È questa la richiesta di condanna per Pino Maniaci, avanzata oggi in tribunale dall’accusa, rappresentata dalla pm Amelia Luise. Una requisitoria, la sua, che sembrerebbe non aver tenuto conto delle passate udienze, durante le quali è stato di fatto demolito il castello di accuse messo in piedi dalla Procura.

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Ingroia: “Grave campagna di disinformazione in tv su trattativa Stato-mafia”

Grave, gravissima vergogna si consuma sulla televisione di Stato, ogni minuto che passa. Dopo avere nelle ultime 48 ore quasi ignorato una sentenza “storica” come quella che ha condannato esponenti di spicco dello Stato italiano per avere trattato con la mafia sul sangue degli innocenti uccisi nella strategia stragista del ’92/’93, condanna dalla quale si desume che risulta accertato il nuovo patto politico-mafioso che ha retto negli ultimi 25 anni il nostro Paese, e che ha dunque condizionato la storia e la convivenza “civile” degli Italiani fino ad oggi, ora – in totale dispregio delle Istituzioni – viene avviata una campagna di disinformazione e di autoassoluzione dello Stato da parte della TV di Stato.

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Libertà di stampa – Telejato assediata vuole continuare

Constatata la difficoltà di potere svolgere serenamente un lavoro che per la sua specifica identità antimafia, anticorruzione e antillegalità non può che essere esposto a ritorsioni, considerato che gli ostacoli non vengono soltanto dal sottobosco mafioso, ma persino da chi dovrebbe apprezzare e tutelare il tuo lavoro, “in nome della legge”, ciò che resta è mettersi il bavaglio e rinunciare a trasmettere o continuare alla disperata in attesa che dall’alto qualcuno non disponga la chiusura definitiva o in attesa di una dichiarazione di fallimento. Stile Turchia. Noi non siamo più disposti a farci macinare né dalla Saguto né dai suoi amici, né da tutti quelli che si abbuffano al tavolo dei beni sequestrati a presunti mafiosi.

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