Buongiorno

Questa mattina a Palagonia i beni confiscati a Paolo Salvatore Sangiorgi, pluripregiudicato per traffico di droga e reputato altamente pericoloso dalle forze dell’ordine, sono stati liberati. Per anni, indisturbati, Sangiorgi e i suoi parenti hanno continuato ad avere la disponibilità di un agrumeto, di una villa in campagna, di un deposito e di una palazzina in paese, nonostante fossero tutti confiscati definitivamente, senza che nessuno dicesse nulla.

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L’Italia è una Repubblica… Beh, proviamo a rifarla

“I soldi dei mafiosi a chi lavora”: con questa parola d’ordine comincia il nostro concreto lavoro di quest’anno. E’ un obiettivo politico, diciamolo con chiarezza: ma di un’altra politica, quella della repubblica, del dopoguerra. I nostri “politici” siete voi che ascoltate, ragazze e ragazzi che arrivate ora, o amici che avete già fatto parte, in un modo o nell’altro, della nostra storia. Il momento è ora: questo è l’otto settembre e nessuno ci salverà se non ci salveremo noi stessi.

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I falliti e i salvati

La storica società editrice del quotidiano La Sicilia, Domenico Sanfilippo Editore Spa, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Catania. Il tentativo di Mario Ciancio di rimpinguarne il patrimonio attraverso l’incorporazione per fusione con la Iniziative Editoriali Siciliane Srl, potrebbe ora essere compromesso. La preoccupazione dei falliti da una parte, con gli stipendi non pagati e la precarietà del lavoro, i milioni in Svizzera dall’altra.

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Duecentocinquanta milioni per i beni confiscati

Per un mese con un camper sgangherato abbiamo girato la Sicilia, per raccontare le storie dei beni confiscati. Quelle belle e quelle brutte. Quelle dei coraggiosi che trasformano i beni confiscati in bellezza e quelle dei mafiosi che continuano a occupare, o distruggono, le case confiscate. “Vogliamo i soldi dei mafiosi” abbiamo detto e gridato in decine di piazze siciliane, ai tavoli istituzionali, nelle assemblee con decine di associazioni e cooperative. Adesso i soldi ci sono. Quelli del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dal programma Next Generation dell’Unione Europea. Duecentocinquanta milioni di euro.

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Ester è tutti noi

La giornalista più votata alle elezioni dell’Ordine in Lombardia è Ester Castano, che smascherò la mafia al Nord e pagò con anni di emarginazione e precariato. Una vittoria di tutti i giornalisti poveri e liberi come noi.

(Ester Castano e Antonio Cimino hanno servito, in tempi diversi, nella redazione dei Siciliani giovani)

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