“Andiamo a prenderci i soldi dei mafiosi”

Se c’è un’immagine che rappresenta più di ogni altra quello che stiamo facendo, che descrive il nostro 5 gennaio in ricordo di Giuseppe Fava: è quella delle ragazze e dei ragazzi che vanno a pulire dalla vernice rossa la marna bianca di scala dei turchi. Questo è il nostro impegno. Riconquistare bellezza, giustizia, diritti.

 

Il clan Zuccaro gestisce il traffico di droga, si va a comprare le ville con i soldi passati dalle mani di ragazzini analfabeti e incarcerati. Noi riprendiamo quelle ville, le trasformiamo in spazi sociali, in case per chi ha bisogno, in asili nido, in centri antiviolenza. Va via un po’ di vernice, riaffiora la bellezza.

Santapaola fa i milioni con riciclaggio, armi, cocaina, apre i conti in Svizzera. Noi ci mettiamo in cammino per fare in modo che quei soldi, confiscati, possano servire a creare lavoro pulito, lavoro vero, futuro per la nostra terra. Via altra vernice, un altro pezzo di marna ritorna bianco.

Questi siamo. Quelli che si sono messi in cammino su sentieri già tracciati ma non più percorsi. I Siciliani giovani, l’Arci e decine di altre associazioni. Studenti e contadini, avvocati e giornalisti, giudici coraggiosi, disoccupati, ragazze e ragazzi: insieme.

Il 5 gennaio in questa battaglia abbiamo rincontrato Don Luigi Ciotti. “Dobbiamo andarci a prendere i soldi dei mafiosi. Lo avevamo detto trent’anni fa, lo avevamo scritto. Allora non ci hanno ascoltato ma dobbiamo farlo. Noi ci siamo. È urgente, è urgente, è urgente!”. Lo ha detto con tutta la sua passione, con tutto il suo entusiasmo. A lui il premio dei Siciliani giovani per il 2022, che è stato tra quelli che ha tracciato uno dei sentieri più importanti sui quali siamo tornati a camminare.

L’immagine è quella. A lavoro sulla marna. Con le scarpe umide, con le mani sporche.

Matteo Iannitti

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