La Libera Repubblica della Kore di Enna - I Siciliani Giovani

La Libera Repubblica della Kore di Enna

Quando si entra a Enna, nel cuore della Sicilia, sul cartello stradale di benvenuto, prima di ogni altra cosa, c’è scritto “città universitaria”. Una definizione che di solito viene attribuita da altri ma che a Enna viene autoproclamata nella segnaletica. Chi comanda vuole che tutti sappiano che l’università non statale che ha sede in città ne è essenza costituente, fulcro della vita sociale, economica e pure politica. A Enna il Palazzo di città è il Rettorato della Kore, la libera università fondata nel 2005. Può così succedere che quando il Comune (quello vero) decide di scrivere un’ordinanza anticovid senza concordarlo con la Kore, l’Università può anche decidere di non rispettarla. Benvenuti nella Libera Repubblica della Kore di Enna dove migliaia di studenti, generosi contribuenti, vivono da alcuni giorni nel caos.

L’emergenza sanitaria da Covid19 a Enna non sembra assumere le sembianze delle terapie intensive intasate e delle tragedie umane ma quelle del caos organizzativo dell’Università, con studenti che si sentono abbandonati, professori che si sfogano su facebook e uffici chiusi per ferie. Cosa accade? Enna è l’unica città della Sicilia, con sede universitaria, dove è stata proclamata dal Presidente della Regione la zona arancione dal 10 al 19 gennaio, per l’alto numero di contagiati e l’altissima propagazione del virus. Enna è una delle province italiane dove si ha il più alto livello di presenza della variante Omicron. L’ingresso in zona arancione prevede la possibilità che il Sindaco possa disporre la sospensione dell’attività didattica. Cosa che il Sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, ha fatto lo scorso 8 gennaio. L’ordinanza numero 1 del 2022 ordina appunto la “sospensione della didattica in presenza nelle istituzioni scolastiche e di formazione di qualunque genere, pubbliche e private, di ogni ordine e grado ricadenti nel territorio di Enna dal 10 gennaio 2022 al 19 gennaio 2022”. Sembrerebbe tutto chiaro, per appena nove giorni si sospende la didattica, e questo, per motivi di precauzione sanitaria, dovrebbe valere anche per l’Università. D’altronde il Sindaco è la massima autorità sanitaria della città. Ma così chiaro non è. Nel giro di qualche ora sul sito della Kore appare un comunicato che annuncia che si procederà con gli esami in presenza. Il comunicato si conclude con un’insolita e fastidiosa disposizione: “gli studenti sono pregati di non inviare mail sull’argomento, in quanto non verranno fornite risposte individuali”.

Il caos. Nelle chat degli studenti e nelle bacheche di facebook è il delirio: com’è possibile che di fronte all’emergenza sanitaria non si interrompano gli esami in presenza? Perché mentre gli atenei di Messina, Palermo e Catania hanno già previsto lezioni ed esami online Enna si ostina a mantenere tutto in presenza? Nel comunicato della Kore, non firmato, non si fa riferimento alcuno a lezioni, laboratori, tirocini, attività a frequenza obbligatoria, cosa si dovrà fare? Intanto iniziano pure a circolare le foto degli assembramenti di persone nei corridoi dell’Università, le informazioni sulle aule delle attività a frequenza obbligatoria affollate senza alcun tipo di distanziamento. “Non possiamo essere costretti a scegliere tra la nostra salute e gli esami che ci danno i crediti necessari alla nostra carriera universitaria e lavorativa, non è giusto” gridano gli studenti senza nessun tipo di ascolto da parte degli uffici. “Noi non rischiamo solo all’Università. Noi prendiamo i mezzi pubblici, senza nessun distanziamento previsto. È assurdo che non consentano di fare esami e seguire le attività obbligatorie a distanza”. “Per seguire a distanza vogliono certificati di quarantena o di malattia per covid, che ormai le ASP hanno difficoltà a mandare perché intasate dai troppi positivi”. Il livello di sconforto degli studenti è grande, gli uffici sono chiusi, le segreterie non rispondono. Così il disagio e le domande si riversano sulla pagina facebook della Kore, che sotto il post che annuncia la prosecuzione delle attività in presenza, decide bene di impedire i commenti.

La voce che circola insistentemente è che l’Università non intende accettare le disposizioni dell’Ordinanza. Dal Comune però confermano che l’ordinanza è chiarissima e riguarda anche l’Università Kore. “Se apriranno lunedì se ne assumeranno la responsabilità” fanno sapere dal Municipio (quello vero). Dal Palazzo della Kore è il Presidente Cataldo Salerno a consegnare a questa redazione il punto di vista dell’Ateneo.

“L’ordinanza del Sindaco di Enna – legge testuale Cataldo Salerno – dispone per gli adempimenti di competenza, la notifica del presente provvedimento ai Dirigenti Scolastici degli Istituti comprensivi di Enna; Alla Prefettura di Enna; All’Azienda Sanitaria Provinciale 4 Enna, Dipartimento Prevenzione, Area Igiene e Sanità Pubblica; al Comando di P.S., al Comando stazione CC e al Comando della Polizia Locale. Non hanno inserito nemmeno le scuole superiori, figuriamoci l’Università. Da noi non si applica, è evidente”. “Noi abbiamo estrema cura degli studenti e delle studentesse e comprendiamo la paura e il disagio. Nelle prossime ore decideremo cosa fare in accordo con le altre università siciliane. Intanto stiamo già mettendo a punto il sistema per le attività a distanza”.

Lunedì 10 però sembrerebbe già previsto un esame, si terrà in presenza? “Quello sì. Gli altri si vedrà”.

Gli studenti chiedono di andare subito in modalità a distanza, sono spaventati. Perché siete così ostinati a rimanere in presenza? “Nessuna ostinazione. Ci stiamo solo organizzando. Alla Kore nessuno viene lasciato indietro e siamo consapevoli che tanti studenti sono lavoratori, genitori, alcuni anche nonni. Sappiamo quale può essere il loro disagio a venire in presenza”.

Intanto però il disagio rimane e lo scontro di potere tra i due palazzi di città sta generando solo confusione nella comunità studentesca. L’associazione studentesca Koiné lunedì mattina incontrerà il Rettore e i vertici dell’Ateneo. “Da giorni chiediamo chiarimenti all’Università, che non arrivano – dichiara Marco Greco – speriamo che l’incontro di lunedì chiarisca ogni aspetto. La scelta di tenere le attività universitarie a distanza per nove giorni è una scelta di buon senso”. Nel frattempo gli studenti rimangono soli e i professori, che non possono rispondere alle email, scrivono su facebook, anche contro gli studenti.

Dalla Libera Repubblica della Kore, per adesso, è tutto.

Matteo Iannitti

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