Alla ricerca del tempo perduto

Girotondi, marce, manifestazioni, l’impegno di una vita: ma ne valeva la pena, per poi vedere alla fine il partito di Prodi allearsi con quello di Berlusconi?

Gli insetti, per esempio. Leggi qua, un interessantissimo resoconto della Società italiana delle Scienze del 1853 :”È innegabile la somma affinità della Thoreyella coi Rafigastri. Le particolarità delle antenne dello scutello e delle ale superiori sono differenze di poco momento e non escono dalle file de caratteri meramente specifici. Ma non così quelle della struttura del capo. Il notevole avvanzamento delle gene al di là della fronte è sufficiente a dimostrare l’ impossibilità dell’ innalzamento del primo articolo della mascella al di sopra dell’ asse longitudinale del corpo durante l’atto della manducazione, impossibilità che non sarebbe manifesta nei casi frequenti in cui l’origine della mascella è attigua all’apertura della bocca e in cui l’apertura della bocca è all’ estremità anteriore della testa.”.

Decisivo, chissà perché mi era sfuggito sino ad ora…

Non solo: mi rendo conto di aver trascurato, e molto, anche la mineralogia. Illuminante questo ricordo di Pini del 1832, strano che non l’abbia letto prima: “I feldspati trovati dal Pini sul S Gottardo erano generalmente o bianchi, o lattei, e tra questi secondi alcuni pochi avevano una tinta verdiccia; non crepitavano al fuoco, sebbene cristallizzati, il che, come nota il N.A., è un’eccezione al principio asserito da Kirvan, il quale sembra perciò non avere conosciuti i feldspati del S Gottardo: la maggior parte, spezzati, esalano un odore quasi simile a quello della pietra suilla, indizio dello sviluppamento di qualche sostanza volatile combinata con qualche acido”.

Ma cosa è questo fracasso? Ah, la televisione dei vicini a tutto volume. Il telegiornale: voto di fiducia al Governo, Berlusconi e il partito di Prodi votano insieme.

“Analizzando poi scrupolosamente e coll’ appoggio di apposite figure la struttura lamellare di questi feldspati trova il Pini ch’essa è ben diversa da quella, che il signor De Saussure ha riconosciuta in altre pietre di tale natura, e che il signor De l’Isle non solo riguarda come generale ai feldspati, ma assume anche come un principio per ispiegare le diverse cristallizzazioni de medesimi.”

Quanto tempo ho sprecato… Perché, in tutti questi anni, non ho letto queste pagine? Cosa mi ha distratto? E la bellezza della matematica? Perché non l’ho coltivata? Senti, senti…

“Dunque: il seno iperbolico è la lunghezza della perpendicolare calata dall’estremità dell’arco iperbolico corrispondente ad un dato settore, sul prolungamento dell’asse principale che passa pel vertice della iperbole equilatera. La lunghezza CP dicesi coseno iperbolico. Dunque: il coseno iperbolico è quella distanza che corre tra il centro della iperbole equilatera ed il piede del seno.”

Ancora la televisione dei vicini. Le notti passate ad aspettare i risultati elettorali. Chilometri di girotondi, marce, manifestazioni contro Berlusconi. Ma non distraiamoci ”La retta AT dicesi tangente iperbolica del settore ACM onde :

La tangente iperbolica è quella porzione della tangente al vertice della iperbole equilatera limitata da quella retta che partendo dal centro va all’estremità dell arco corrispondente al settore.

La retta CT dicesi secante iperbolica onde…”

Applausi in aula. Deputati del PD stringono la mano ai berlusconiani. Quanto tempo buttato.

“La seconda iperbolica è quella porzione della retta, la quale dal centro della iperbole equilatera andando al punto estremo dell’ arco corrispondente al settore…

 

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