Stanno pensando ai “Google bucks”

Cioè “googledollari”. Ne ha parlato il mega­manager di Ceo, smentendosi subito. Ma…

Nella principale fiera tecnologica europea, il Mobile World Congress, che si è svolta in Spagna, dal tre al sei marzo scorso, durante la conferenza stampa a chiusura dell’evento, Eric Schimdt, ex amministratore delegato di Google negli anni d’oro della compagnia dal 2001 al 2011, e ora presidente, ha fatto delle dichiarazioni sorprendenti.

Schmidt ha infatti dichiarato ufficialmente che Google l’anno scorso ha preso in considerazione l’idea di creare una propria moneta elettronica sul modello del Bitcoin. Ed ha espressamente citato il peer-to-peer (P2P) di cui Bitcoin finora è l’unico esempio concreto.

Ma perché non vediamo già in giro i dollari elettronici di Google (o magari di Amazon, Apple o di qualche altra megacorporation del digitale)? “Abbiamo sospeso il progetto – ha risposto Schmidt – perché per ora secondo molte leggi valutarie, in diverse parti del mondo, il sistema sarebbe illegale”. Il Wall Street Journal aggiunge che gli avvocati di Google probabilmente si riferiscono anche agli stessi Stati Uniti: molti servizi infatti debuttano o rimangono confinati in Nordamerica (Pandora Radio, Google Music, Netflix).

Google peraltro ha già sviluppato sistemi di pagamento via smartphone, con la tecnologia NFC presente nel Galaxy Nexus S, e un sistema rivale di Paypal, Google Wallet. Google ha anche un “bug bounty”: chiede ad hacker e sviluppatori di segnalare buchi di sicurezza nei suoi servizi. Il programma paga coloro che hanno contribuito a segnalare problemi significativi, sono stati spesi oltre settecentomila dollari in premi.

La questione della sicurezza per le transazioni finanziarie è un problema che non si può trascurare, e Google Wallet qui ha avuto i suoi problemi. Bitcoin – che funziona, è gratuito e non ha costi di intermediazione – nonostante i buchi dei singoli siti che hanno a che vedere coi Bitcoin (la seconda borsa di Bitcoin per volume, Tradehill, è stata chiusa dai fondatori dopo aver subito un furto di più di centomila dollari) l’infrastruttura e la rete si sono mostrate in questi anni inattaccabili.

Qualche tempo fa The Good Wife – una serie tv del genere giudiziario – in un episodio dedicato al Bitcoin (Bitcoin for Dummies) ha diffuso ulteriormente la conoscenza della moneta elettronica fra il grande pubblico, tra il didascalico e il divertito, e qualche ammiccamento d’attualità alle presunte connessioni coi contestatori di Occupy Wall Street.

 

LINKS:

L’intervento di Schmidt: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=4DKLSO8wYzk

I “buchi” di Google Wallet: http://www.itworld.com/mobile-wireless/248596/even-after-rewrites-google-wallet-retains-gaping-security-holes-mainly-due-an

Recensione dell’episodio Bitcoin for Dummies della serie tv The Good Wife 3×13: http://www.programmaludovico.com/2012/01/good-wife-3×13-bitcoin-for-dummies-meet.html

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