Un’assemblea dei Siciliani

È il settimo anno che la sera del 5 gennaio viene dedicata al dialogo tra cittadini e giornalisti sul futuro della libera informazione. Ma ieri l’aria che si respirava era diversa. Giovani giornalisti, tanti, venuti da ogni parte d’Italia per rendere onore a un collega che si è sacrificato per la verità, hanno raccontato le loro esperienze di vita. Inchieste antimafia, contro il malaffare e le menzogne, hanno intrecciato i destini di città apparentemente diverse. Da Bologna a Modica, da Ravenna a Palermo, da Catania a Milano, passando per Napoli. La libera informazione è tornata a vivere attraverso le loro parole. Sono giovani giornalisti, consapevoli del disincanto di una generazione con molti sogni e ben poche certezze. Per vivere fanno ogni tipo di lavoro, ma con il loro impegno per “I SICILIANI giovani” stanno dimostrando che è possibile fare rete, dialogare, ascoltarsi, sostenersi, non scoraggiarsi, dire la verità, rimanere con la schiena dritta. La condivisione e il sostegno fraterno sono le arme invincibili contro le ingiustizie e i soprusi. Se ci fosse stato lui, sarebbe uscito felice da quest’incontro. Ieri sera ho respirato una boccata d’aria fresca.

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