Una bandiera della pace per la festa della Liberazione. La richiesta di Anpi Catania al sindaco, al prefetto e al rettore - I Siciliani Giovani

Una bandiera della pace per la festa della Liberazione. La richiesta di Anpi Catania al sindaco, al prefetto e al rettore

Il comunicato pervenutoci dalla presidente dell’associazione partigiani di Catania Santina Sconza, in merito alla richiesta inoltrata alle autorità cittadine: esporre la bandiera multicolore della pace, accanto a quelle italiana ed europea, in occasione del prossimo 25 aprile, 70° anniversario della liberazione dal nazifascismo. L’adesione di Sel e Arci Catania

L’ANPI di Catania in occasione del 70 anniversario della Liberazione, considerando che la situazione della nostra Repubblica non è mai stata così difficile tra tutte quelle che si sono verificate dalla fine della guerra mondiale ad oggi.

La rinascita del nazifascismo in tutta Europa, il mondo attraversato da violenze e da guerre. Non siamo mai stati così vicini alla guerra come ora, almeno da molti anni e per finire ma non meno grave l’attacco alla Costituzione un vero e proprio strappo al nostro sistema democratico.

Per tutti questi motivi, e per non dimenticare l’articolo 11 della nostra Carta Costituzionale, affinchè non sia stato vano il sangue versato dai cittadini e dai partigiani per la Libertà .

Ha chiesto alla Prefetto, al Sindaco di Catania e al Rettore dell’Università di esporre la bandiera della Pace accanto a quella Italiana ed Europea, affinchè diano un forte segnale di impegno per la costruzione della Pace in Europa e nel Mediterraneo”.

 

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Alla richiesta dell’Anpi hanno aderito anche la federazione provinciale di SeL e il comitato territoriale di Arci Catania che, in una nota a firma del presidente Dario Pruiti, scrive: 

“Arci Catania aderisce e sostiene il sit-in promosso dall’ANPI, martedì 10 marzo, davanti alla Prefettura di Catania in difesa della democrazia.

L’equilibrio dello Stato di diritto è sotto attacco, sono sotto attacco i meccanismi di rappresentanza democratica, è sotto tiro la Costituzione della Repubblica Italiana. Non possiamo accettare che dietro il paravento del rinnovamento della classe politica del Paese si consumi invece un ricompattamento delle forze più reazionarie che hanno il palese obiettivo di smantellare le garanzie costituzionali sopravvissute anche all’era berlusconiana. I

provvedimenti adottati dal governo sulle politiche del lavoro, l’agenda economica europea di crisi strutturale, lo scirocco di guerra che infiamma gli istinti più razzisti d’Italia ed i progetti di riforma Costituzionale, proiettano il futuro di tutte e di tutti verso il baratro dei nuovi fascismi .

Per questi motivi riteniamo indispensabile sostenere le iniziative dell’Associazione Nazionale Partigiana Italiana che sostiene in maniera indefessa i valori della democrazia nata dalla lotta al nazi-fascismo. Non ci rassegneremo mai all’idea di consegnare il Paese al privilegio, pretendiamo un futuro di diritti”.

 

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