Un piccolo paese dal grande cuore

Canicattini Bagni, settemila abitanti in provincia di Siracusa. E’ il giorno della Memoria. E qui la gente ricorda…

E’ il primo giorno di primavera,col suo vento che spazza via le nuvole e fa posto ad una giorno di sole e festeggia il rinnovo di una militanza civile. E’ la XVIII giornata della Memoria e dell’Impegno organizzata ogni anno da Libera in memoria delle vittime di mafia. Siamo a Canicattini Bagni, provincia di Siracusa e 7.500 abitanti appena. Un paese come tanti, con la piazza,il comune e la chiesa. Ma oggi abbraccia virtualmente tutte le città che celebrano il 21 marzo, da Palermo a Torino. Fin qui, cuore della provincia “babba”, dove quasi nulla si pensa accada. Qui in 1500 si sono dati appuntamento per ribadire il “NO”alle mafie e la vicinanza alle vittime di mafia e ai loro familiari.

”L’illegalità condiziona lo sviluppo, l’economia l’equilibrio sociale e le libertà individuali. Non è più tempo di stare alla finestra ad assistere da spettatori passivi alla lotta tra Stato e antistato; i cittadini devono saper scegliere da che parte stare senza ambiguità ed equilibrismi” sono le prime parole della giornata pronunziate dal Colonnello dei Carabinieri, Perdichizzi, mentre simbolicamente si pianta un albero di memoria e di speranza. E’ un richiamo a chi, senza prender parte, si affaccia alla finestra incuriosito dagli slogan e dal corteo.

Si scandiscono uno per uno i nomi di chi non c’è più. Partono applausi quando si pronunciano i più noti ma la maggior parte sono nomi sconosciuti. Non è soltanto una lista: ogni nome è una storia.

“Ripercorrere la storia di queste vite ci aiuta a capire cosa è stata e cos’è la mafia ma, ancor di più, cosa è stata e deve essere l’antimafia” dice Giusy Aprile, coordinatrice provinciale di Libera.

Per chi è un attivista, oggi è il compleanno di un impegno per costruire una terra libera da ingiustizie e prepotenze, la spinta decisa ad una mentalità nuova e azioni che sollecitino le attenzioni delle istituzioni.

La memoria che diventa il fondamento di un impegno. Qui a Canicattini? Messe da parte le animazioni per i più piccoli ci si concentra sul contrasto al gioco d’azzardo, nuovo affare della criminalità e piaga della società del bisogno. Si parte proprio da proposte concrete per i sindaci, coscienti che è tempo di porre freno ad un gioco che diventa patologia.

Siamo nel Sud più a Sud d’Italia, e fino avent’anni fa era impensabile una manifestazione del genere. Ma ormai da tempo qui nel siracusano il 21 marzo è un’istituzione. Il coordinamento siracusano di Libera ha voluto organizzare qui la sua giornata dell’impegno per dare ancora più vigore al neonato presidio locale e rafforzare la rete di associazioni e singoli che animano questo territorio e che per la giornata hanno messo in campo le loro migliori potenzialità.

A Canicattini, il presidio di Libera si è stretto intorno alla memoria di Salvatore Raiti,carabiniere ucciso in un agguato mafioso nel 1982. Giovanna Raiti, sorella di Salvatore,è una delle animatrici del gruppo. Al presidio, intitolato al fratello, ha donato i diritti d’autore della sua pubblicazione. “Oggi è avvenuto – dice – il miracolo dell’ascolto e del risveglio. Un miracolo voluto ostinatamente da un un piccolo paese, dimostrando alle più grandi istituzioni che anche i “piccoli” possono fare la voce grossa”.

A quanti si sono stretti attorno al suo dolore dice: “Siete una soffio d’aria tiepida che scalda il cuore, una pacca sulle spalle che conforta e lenisce. Tutte cose che attendevo dalle istituzioni da trent’anni. Non mi pareva di pretendere tanto eppure fino ad oggi mi mancavano”.

Come un raggio di sole che lenisce il freddo dell’inverno, giornate come il 21 marzo servono proprio a rinnovare questa vicinanza. Il bilancio non è fatto solo di cifre. Basta guardare gli occhi di chi ha partecipato, di chi si è stretto in lunghi abbracci di gioia, per capire. Benvenuta primavera!

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