Ogni anno la stessa storia

Benedetta Muscato La testimonianza di uno studente fuorisede che, come ogni anno, fa enormi sacrifici per scendere e riabbracciare la famiglia e gli amici.   “Ogni anno sono costretto a uscire dal portafoglio duecento euro di volo per tornare in […]

Milazzo mafia e affari

Antonio Mazzeo Da “ridente cittadina sul Tirreno” a centro di politica criminale. Giuseppe Busacca, Santino Napoli e il “principe nero” Cattafi: tre personaggi, una città.   L’arresto il 24 gennaio 2017 nell’ambito dell’inchiesta Gotha 7 della Direzione Distrettuale Antimafia sulla […]

I falliti e i salvati

La storica società editrice del quotidiano La Sicilia, Domenico Sanfilippo Editore Spa, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Catania. Il tentativo di Mario Ciancio di rimpinguarne il patrimonio attraverso l’incorporazione per fusione con la Iniziative Editoriali Siciliane Srl, potrebbe ora essere compromesso. La preoccupazione dei falliti da una parte, con gli stipendi non pagati e la precarietà del lavoro, i milioni in Svizzera dall’altra.

SOSPESI GLI ESPROPRI A SIGONELLA PER ALLUNGARE LE PISTE DELLA BASE NATO-USA

Per comprendere il pericolo che comporterà il nuovo hub di Sigonella per la popolazione della Sicilia sud-orientale basta sapere che con le forze armate dell’Alleanza operano già aerei in grado di trasportare oltre 100 tonnellate di gasolio alla volta, come ad esempio i KC-10 “Extender” dell’US Air Force (154 ton.), i “Voyager” KC delle forze aeree del Regno Unito e i KDC-10 olandesi (111 ton.). E altri velivoli tanker da 100 tonnellate e passa entreranno in funzione nei prossimi anni con le flotte Air-to-air refeuelling di NATO e UE.

Le città più inquinate d’Italia

Otto città italiane, su venti, sono in lista per il premio di città con l’aria più inquinata d’Europa. Benedetta Muscato Cremona medaglia d’argento, Vicenza quarta, Brescia nona, Pavia decima, Venezia tredicesima, Piacenza diciassettesima, Bergamo diciottesima, Treviso ventesima. Il criterio fondamentale […]

Un piccolo pezzetto di bavaglio

Che diritto ha mai il villico, che già ha tante cose utili cui pensare, di perdere tempo a informarsi di ciò gli capita attorno? Ha già la sua tv monopolistica (di Berlusconi) ha già il suo giornale unico (degli Agnelli), e volete caricarlo ancora di tante tivvù paesane – i tiggì regionali, i più vicini alla bassa plebe – di pubblica proprietà, addirittura, cioè in teoria dello stesso villano? Ma via!

Duecentocinquanta milioni per i beni confiscati

Per un mese con un camper sgangherato abbiamo girato la Sicilia, per raccontare le storie dei beni confiscati. Quelle belle e quelle brutte. Quelle dei coraggiosi che trasformano i beni confiscati in bellezza e quelle dei mafiosi che continuano a occupare, o distruggono, le case confiscate. “Vogliamo i soldi dei mafiosi” abbiamo detto e gridato in decine di piazze siciliane, ai tavoli istituzionali, nelle assemblee con decine di associazioni e cooperative. Adesso i soldi ci sono. Quelli del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dal programma Next Generation dell’Unione Europea. Duecentocinquanta milioni di euro.