Quelli da non votare

Chi è Corona? Un deputato uscente arrestato nel dicembre scorso per reati finanziari e ora rinviato a giudizio. Per l’accusa fabbricava polizze fidejussorie false e fino a tre mesi fa gli era vietato dimorare in Sicilia.

“Dobbiamo tenere conto delle norme – ha spiegato senza arrossire Dore Misuraca, coordinatore regionale del Pdl – e il reato di cui è accusato Corona non rientra tra quelli previsti dal codice antimafia Pisanu per l’incandidabilità. Anzi, aggiungo che abbiamo fatto un codice di autoregolamentazione ancora più rigido”. [Corona ha in seguito ritirato la candidatura e non sarà in corsa, nella lista del PdL del collegio di Messina e provincia. È stato il partito a volerlo escludere per rispettare il codice etico imposto dal candidato alla presidenza Musumeci, ndr.]

Talmente rigido che anche Salvino Caputo sarà ricandidato, nonostante sia stato condannato ad un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio dalla corte d’appello di Palermo. Caputo, quand’era sindaco di Monreale, avrebbe tentato di far togliere una multa all’autista del vescovo.Proverà a tornare all’Ars con il Pdl anche Giuseppe Buzzanca, globetrotter delle cariche pubbliche (prima sindaco, poi deputato, poi entrambi) condannato a sei mesi per peculato (aveva utilizzato l’auto blu per andare in vacanza) e salvato dalla decadenza da sindaco di Messina grazie ad una leggina cucitagli addosso dal governo Berlusconi: più che una legge ad personam, una legge ad Buzzancam, sorrisero i maligni. E nonostante l’inedito codice etico, il Pdl proverà a portare a Palazzo d’Orleans anche l’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, condannato in primo grado per violenza privata e sorpreso recentemente a mordere (sissignore, mordere) un avversario politico durante una riunione del consiglio comunale trapanese.

E se Nello Musumeci ha pensato bene di marcare le distanze con i partiti che lo sostengono, scrivendo sui suoi manifesti: “governare con onestà”, Gianfranco Miccichè ha intenzione di andarci cauto con le liste pulite.

“Il tema della legalità e delle liste pulite va affrontato, ma con prudenza” ha sottolineato il leader di Grande Sud che tenta finalmente la scalata alla poltrona più alta di Palazzo dei Normanni. La prudenza di Miccichè si è arrestata di fronte a Riccardo Minardo, ricandidato con l’Mpa, arrestato l’anno scorso per associazione a delinquere, truffa e malversazione ai danni dello Stato.

L’ex braccio destro di Berlusconi ha chiuso un occhio anche su Fabio Mancuso, fuggito dal Pdl per approdare al partito di Raffaele Lombardo. Mancuso, ex sindaco di Adrano, era stato sospeso dall’Ars il 15 aprile del 2011 dopo essere stato arrestato per bancarotta. Suo collega di partito è Giuseppe Arena, già seguace di Casini, condannato per falso in bilancio a 2 anni e 9 mesi di carcere con l’interdizione dai pubblici uffici.

E se finora nessun volto noto della patrie galere aveva osato candidarsi come governatore, ci ha pensato Cateno De Luca a rompere la serie. L’ex sindaco di Fiumedinisi fu arrestato nel 2011 e continua ad essere indagato per tentata concussione e abuso d’ufficio. Con il suo movimento Rivoluzione Siciliana tenterà di prendere il posto di Salvatore Cuffaro che almeno prima di andare in carcere fu per sette anni governatore della Sicilia. Cateno invece tenterà di realizzare il percorso opposto: prima il carcere poi la presidenza.

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