Mafia: un’enorme confusione – I Siciliani Giovani

Mafia: un’enorme confusione

“I mafiosi sono in ben altri luoghi e in ben altre assem­blee. I mafiosi stanno in Parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono ai ver­tici della nazione”

“Sono ai vertici della nazione”

Mi rendo conto che c’è un’enorme confu­sione sul problema della mafia. Questo si­gnore ha avuto a che fare con quelli che dalle nostre parti sono chiamati ”scassapa­gliari”. Delinquenti da tre soldi come se ne trovano su tutta la terra. I mafiosi sono in ben altri luoghi e in ben altre assem­blee. I mafiosi stanno in Parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono ai ver­tici della nazione.

Bisogna chiarire questo equivoco di fondo: non si può definire mafioso il piccolo delinquente che ti im­pone la taglia sulla tua piccola attività commerciale… quella è piccola criminali­tà che credo esista in tutte le città italiane e europee. Il problema della mafia è molto più tragico e importante, è un problema di vertici della nazione che rischia di portare alla rovina, al decadimento culturale defi­nitivo l’Italia.

“Sono degli esecutori”

[…] Si fanno i nomi dei fratelli Greco. Si dice che siano i mafiosi vincenti a Paler­mo, i governatori della mafia. Non è vero: sono anche loro degli esecutori. Sono nel­la organizzazione, stanno al po­sto loro. Un’organizzazione che riesce a mano­vrare centomila miliardi l’anno. Più, se non erro, del bilancio di un anno dello Stato italiano. È in condizione di armare degli eserciti, di possedere flotte, di avere una propria aviazione. Infatti sta accaden­do che la mafia si sia impadronita, almeno nel medio termine, del commercio delle armi.

Gli americani contano in questo, ma neanche loro avrebbero cittadinanza in Italia, come mafiosi, se non ci fosse il po­tere politico e finanziario che consente loro di esistere. Diciamo che questi cento­mila miliardi, un terzo resta in Italia e bi­sogna riciclarlo, ripulirlo, reinvestirlo. E quindi ecco le banche, questo prolificare di banche nuo­ve.

“Bisogna frugare nelle banche”

Il Generale Dalla Chiesa l’aveva capito, questa era stata la sua gran­de intuizione, che lo portò alla morte. Bi­sogna frugare dentro le banche: lì ci sono decine di mi­liardi insanguinati che escono puliti dalle banche per arrivare alle opere pubbliche.

(Dall’intervista rilasciata a Enzo Biagi il 28 dicembre 1983)

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