L’acqua è dei cittadini: una lotta vinta cosi

Chi sono i padroni dell’acqua? Chi sono i politici che gli danno mano? Un modello di inchiesta civile, che contribuisce a difendere i diritti dei cittadini.

La lotta per l’acqua pubblica è stata in questi anni esemplare come modello di mobilitazione della società civile (a Modica Il Clandestino è nato così…). Come può contribuire, in casi del genere, la libera informazione? Un esempio sono stati in questi anni i dossier di “Lavori in corso”, fra cui quello sull’acqua, utili strumenti d’informazione e di lavoro per i cittadini impegnati.

Privatizzare o garantire l’acqua pubblica? Il dibattito s’infiamma, a Catania tutti vogliono dire la loro. Ma nessuno pensa di urlare la rabbia agli ingressi di ville ed uffici di quelli che si son messi in tasca l’affare. Non solo affari sull’aumento delle tariffe: si parla di centinaia di milioni di appalti, ogni anno, per lavori da spartirsi senza la necessità di vincere una gara. Sempre che qualcuno non ricorra al TAR, orientato a prevedere l’obbligo di una gara pubblica per ogni appalto.

Non finisce qui: in base allo statuto della SIE spa (società mista pubblico-privato che gestirà il servizio idrico provinciale in tutta la provincia per conto dell’ATO 2 – Catania Acque) il controllo della stessa società spetta di fatto al socio privato, Hydro Catania spa.

Dentro i forzieri della Sidra, l’azienda di proprietà del Comune di Catania, che copre il 43 per cento del territorio comunale, e dei comuni limitrofi, con una rete di 800 km, e 70 mila utenze da sostenere, soldi non ce ne sono.

Guardando i conti aziendali cadono le braccia. Ogni anno perdite su perdite: nel 2008 si avvicinavano già a 50 milioni. Per fortuna sono coperti dal totale dei crediti.

In questa situazione, nel luglio 2008, il commissario straordinario Vincenzo Emanuele ha pensatodi fare un regalo all’ acquedotto privato della società Casalotto. Nel 1970 il Comune di Catania aveva acquisito i pozzi della Casalotto, impegnandosi a fornirla di acqua ad un prezzo diverso da quello di mercato, equivalente al costo sostenuto per pompare lo stesso quantitativo d’acqua.

La Casalotto non ha mai voluto riconoscere l’ammontare del costo fatturatogli dal Comune per l’acqua, che ha continuato ad avere.

Il Comune non è stato pagato e nemmeno la Sidra ha ricevuto i suoi soldi. Ne è nato un contenzioso che il commissario ha deciso di risolvere con una transazione. Si sarebbero estinti i rapporti di debito e di credito con un ammanco nelle casse pubbliche di 33 milioni.

Ironia della sorte, quei pozzi non riescono a fornire la stessa quantità di acqua fornita al privato.

La Sidra sarà costretta a comprare da altri l’acqua e dovrà pagarla ad un prezzo superiore a quello che avrà, in compenso, dalla Casalotto.

Per fortuna, il sindaco Stancanelli non se l’è sentita di accollarsi le conseguenze dell’accordo firmato dal suo predecessore ed ha annullato quanto era stato già stabilito.

Ma le nubi che si addensano sull’orizzonte della Sidra adesso si fanno ancora più minacciosi.

L’amministrazione comunale catanese si è già impegnata a fare confluire la Sidra nell’Ambito Territoriale Ottimale 2 – Catania Acque e, prima o poi, anche il Consiglio comunale sarà chiamato a confermare questa decisione.

 

L’associazione “Lavori in corso”

Dallo Statuto: Art. 2 – Scopi e attività L’Associazione persegue l’obiettivo di aggregare le forze positive del giornalismo catanese e non solo per ricostituire un’informazione libera secondo lo spirito del giornalista Giuseppe Fava ammazzato dalla mafia il 5 gennaio 1984.

1. L’ associazione persegue i seguenti scopi:
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– Fare informazione indipendente offrendo un’alternativa ai messaggi proposti dai grandi gruppi editoriali e televisivi.
– Promuovere e svolgere ogni iniziativa intesa allo sviluppo delle attività di cui sotto.

2. L’Associazione perseguirà le finalità sopra elencate attraverso le seguenti attività:
– Condivisione dei palinsesti delle testate di base collegate all’associazione;
– Riunioni di redazione periodiche;
– Sviluppo in sinergia di tematiche e inchieste;
– Organizzazione di laboratori e momenti di formazione e ricerca;
– Promozione, progettazione, e realizzazione di attività di edizione, informazione, produzione, studio, ricerca e quant’altro necessario a diffondere la cultura e l’informazione con ogni mezzo esistente o che la tecnologia creerà in futuro.

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