La Sicilia che ribalta il G7 – I Siciliani Giovani

La Sicilia che ribalta il G7

26-27 maggio: il ControVertice dei popoli

La notizia del G7, che si terrà a Taormina il 26 e 27 maggio prossimi, è stata accolta dalle donne e dagli uomini della Città Felice e di altre realtà catanesi e siciliane, come un’occasione da non perdere.

Così piuttosto che individuare solo i risvolti negativi dell’evento, abbiamo intrapreso un percorso a tappe che, iniziato a gennaio, proseguirà anche dopo lo svolgimento del vertice, per approfondire il senso di quell’evento e dire quali in futuro potrebbero essere le conseguenze e le ricadute del G7, per Taormina, per la Sicilia e anche per altre parti del mondo.

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Sappiamo che i capi di sette tra gli stati più potenti del mondo (Germania, Francia, Canada, Giappone, Italia, Inghilterra, Stati Uniti d’America), più alcuni europarlamentari, si coordineranno nella “Perla dello Ionio”, che per l’occasione sarà blindatissima e sta subendo una riprogettazione forzata, cementificazioni, sradicamenti di alberi secolari per consentire la costruzione delle elipiste per l’atterraggio dei “grandi”. I sette capi di stato discuteranno principalmente di guerre, immigrazioni, moltiplicheranno le forme di militarizzazione nei territori di confine, e tracceranno linee comuni d’intervento per continuare ad applicare l’obsoleto modello neoliberista nel mondo.

In questa situazione, la sfida delle donne della Città Felice di Catania, insieme alla rete delle Città Vicine, consapevoli dell’importanza del protagonismo delle donne nel mondo, consiste nell’allargare e rendere ancor più visibile la nostra politica e il nostro punto di vista.

Eventi, manifestazioni e collaborazioni: quelle di Città Felice li abbiamo organizzati insieme ai Comitati No Muos e città come Palermo, Ragusa, Modica, Messina, Ragalna, Paternò, Caltanissetta, Alcamo, Niscemi, Piazza Armerina, Caltagirone. Abbiamo creato tavoli tematici in cui si è deciso di approfondire temi legati all’ambiente, all’agricoltura, al lavoro, alla militarizzazione, all’immigrazione, all’economia, senza doverci separare le donne dagli uomini o stare in tavoli composti solo da donne, come era stato proposto da alcuni, che chiedevano tavoli dove le donne si pronunciassero solo su argomenti come la violenza alle donne o la misoginia di Trump.

Particolare interesse e partecipazione, proprio a Taormina città, il 13 maggio pomeriggio, ha suscitato negli abitanti un’affollata assemblea organizzata in piazza S. Pancrazio dove sono confluite persone da ogni parte della Sicilia per intervenire pubblicamente con analisi geopolitiche, danze, installazioni ed espressioni artistiche. L’intento era quello di “prenderci Taormina” e contaminarla con la nostra presenza, prima che a suon di decreti venisse blindata e prima che venisse impedito agli abitanti di spostarsi, di andare in visita al cimitero, d’eliminare i rifiuti o ricoverarsi in ospedale. Per via del G7, appunto.

Altro momento importante si verificherà a Catania il 26-27 maggio, con il ControVertice dei popoli, in concomitanza con il G7 a Taormina, in cui interverranno donne e uomini di varie parti d’Italia e non solo, che ribalteranno gli stessi argomenti del G7 partendo da altri punti di vista, narrazioni, esperienze. Entusiaste per l’evento che ci aspetta, al quale parteciperanno anche le Carovane Migranti con il padre francescano messicano Fray Thomàs Gonzales Castillo, la Guatemalteca Maria Toma Li’ Xi’I e le Madres Mesoamericanas buscando desaparecidos. Città Felice ha invitato Stefania Tarantino dell’Università l’Orientale di Napoli e delle Città Vicine a intervenire al “Vertice dei popoli” e lei ha accettato, proponendo una relazione su “Le basi di una nuova politica per il mondo a partire da Simone Weil”.

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Altre relazioni saranno tenute da Lucia Borghi di Bordeline Sicilia, Piero Bernocchi dei Cobas, Umberto Santino del Centro Impastato, Pippo Guerrieri del Coordinamento Regionale dei Comitati NOMuos, Imed Soltani di Terre pour tous, Luciano Manna Di Peacelink Taranto, Davide Carnemolla di Welcome to Europe, e una rappresentante dell’UIKI (Ufficio Informazione del Kurdistan in Italia) e un portavoce di Carovane Migranti. La serata del 26 si concluderà in Piazza Federico di Svevia, nei pressi della sede dell’agenzia Frontex nell’ex convento di Santa Chiara –  agenzia europea che, dopo aver sfrattato l’ufficio anagrafe, si sta occupando dei respingimenti forzati dei migranti.  Il 28 maggio la conclusione dei lavori si terrà al GAPA, in via Cordai 47, con l’elaborazione di un documento finale e un momento di allegra convivialità.

 

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