Educazione alla pace o preparazione alla guerra?

I protocolli d’intesa MIUR – Ministero della Difesa

18 maggio 2017. L’Aula Magna dell’Istituto di istruzione superiore statale “Carlo Gemmellaro” di Catania ospita il Corso di formazione nazionale per insegnanti Le Guerre e i grandi processi migratori: l’impegno della scuola per comprendere il presente, promosso dal CESP, il Centro Studi per la Scuola Pubblica.

Due anni prima, purtroppo, il 21 gennaio 2015, lo stesso istituto tributava i massimi onori a una squadra del reparto Operazioni della US Navy (la Marina militare degli Stati Uniti d’America), di stanza nella stazione aeronavale di Sigonella, nell’ambito del progetto educativo-didattico denominato Gymnasium Joint Team US Navy – Gemmellaro, comprensivo di “scambi di esperienze tra docenti, studenti e i militari Usa di Sigonella” e una “giornata di lavoro volontario” a favore dell’istituto etneo per riqualificare gli spazi destinati alle attività fisico-sportive.

Un anno fa circa, il 4 aprile 2016, all’Istituto professionale “Enrico Fermi” di Catania, il dirigente scolastico consegnava una targa di ringraziamento ai responsabili dell’Ufficio relazioni esterne della Naval Air Station (NAS) di Sigonella, per “l’impeccabile coordinamento delle attività di volontariato civico svolte dai militari americani nel territorio siciliano”. La discutibile premiazione avveniva a conclusione di un incontro di formazione degli studenti sulle “attività di soccorso dei migranti in mare”, relatore il Contrammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo della Sicilia Orientale della Guardia costiera, nell’ambio del progetto Segui una rotta sicura, volto ad “inculcare il concetto di legalità e moralità nei giovani studenti e promuovere la cittadinanza attiva, valori condivisi dalle forze armate Usa di Sigonella che si sono spesso alleati con gli studenti del Fermi per portare a termine iniziative congiunte di volontariato”.

Un anno fa circa, il 4 aprile 2016, all’Istituto professionale “Enrico Fermi” di Catania, il dirigente scolastico consegnava una targa di ringraziamento ai responsabili dell’Ufficio relazioni esterne della Naval Air Station (NAS) di Sigonella, per “l’impeccabile coordinamento delle attività di volontariato civico svolte dai militari americani nel territorio siciliano”. La discutibile premiazione avveniva a conclusione di un incontro di formazione degli studenti sulle “attività di soccorso dei migranti in mare”, relatore il Contrammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo della Sicilia Orientale della Guardia costiera, nell’ambio del progetto Segui una rotta sicura, volto ad “inculcare il concetto di legalità e moralità nei giovani studenti e promuovere la cittadinanza attiva, valori condivisi dalle forze armate Usa di Sigonella che si sono spesso alleati con gli studenti del Fermi per portare a termine iniziative congiunte di volontariato”.

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Ancora nel capoluogo etneo, lo scorso anno scolastico i marines di Sigonella erano ospiti dell’Istituto Comprensivo “Dusmet-Doria” dove incontravano gli studenti per “incoraggiarli a mangiare sano e mostrar loro alcuni semplici esercizi per mantenersi in forma”. Al Comprensivo “Guglielmo Marconi” di Paternò, il collegio dei docenti ha pensato invece di dar vita al “progetto educativo di cittadinanza” Scuola bella: insieme si può fare, previo protocollo d’intesa con il comando Usa di Sigonella. “Dopo la festosa accoglienza e i saluti, i militari – affiancati dalle docenti di inglese – indossato l’abito di lettori di lingua inglese, hanno incontrato gli alunni delle scuole primaria e media per fare conversation nelle aule, un modo originale per instaurare uno scambio interculturale”, riporta il cronista locale. Interventi di manutenzione dell’edificio scolastico e delle aree circostanti e qualche lezione di lingua inglese, quanto realizzato invece dai militari a stelle e strisce a favore dei frequentatori della scuola media “Ugo Foscolo” di Taormina. “Questo è un primo passo costruttivo per sviluppare nel modo migliore una più ampia sinergia che possa determinare benefici alla nostra scuola e alla comunità locale”, ha spiegato la dirigente Carla Santoro.

Tributi, ringraziamenti, elogi. Mai una parola invece sul ruolo assunto dalla più grande base statunitense nel Mediterraneo o sugli interventi dei suoi reparti nei teatri bellici di mezzo mondo (dalla Libia all’Africa sub sahariana, dal Corno d’Africa al Medio oriente, dai Balcani al Caucaso). Né tantomeno su quanto avverrà a breve termine a Sigonella: la base, in particolare, è destinata ad interpretare le funzioni di vera e propria capitale mondiale dei droni, i velivoli di distruzione di massa interamente automatizzati. Nella stazione siciliana sta per essere completata l’UAS SATCOM Relay Pads and Facility, per supportare le telecomunicazioni via satellite e le operazioni di tutti i droni dell’Aeronautica e della Marina militare Usa. A Sigonella saranno installati dodici ripetitori satellitari con antenne, macchinari e generatori di potenza con la possibilità di aggiungerne altri otto della stessa tipologia. A lavori ultimati, la base supporterà la trasmissione di tutti i dati necessari ai piani di volo e di attacco dei nuovi sistemi di guerra (Reaper, Predator, Global Hawk) e opererà come “stazione gemella” del sito Usa di Ramstein, Germania, in collegamento con la grande base aerea di Creech (Nevada). Entro la fine dell’anno, diverrà pienamente operativo anche il sofisticato sistema di comando, controllo, telerilevamento ed intelligence AGS (Alliance Ground Surveillance) della Nato. L’AGS dovrà fornire informazioni in tempo reale per compiti di vigilanza aria-terra a supporto dell’intero spettro delle operazioni alleate nel Mediterraneo, nei Balcani, in Africa e in Medio oriente. Il nuovo sistema si articolerà in stazioni di terra fisse, mobili e trasportabili per la pianificazione e il supporto operativo alle missioni e da una componente aerea basata a Sigonella con cinque droni Global Hawk. Altro che pace o valori di solidarietà, cooperazione, volontariato.

Per i giovani del comprensorio di Niscemi (Caltanissetta), dove all’interno di una riserva naturale e in aperta violazione delle normative ambientali, urbanistiche e antimafia è sorta una delle più grandi installazioni per le telecomunicazioni delle forze armate degli Stati Uniti d’America, dal 2012 il Consolato generale di Napoli ha promosso congiuntamente all’Associazione americana degli insegnanti d’italiano un Sister School Program. “Il Dipartimento di Stato Usa – spiegano al Consolato – ha stabilito un’interessante opportunità di scambio educativo, identificando una scuola superiore statunitense da gemellare con il Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Niscemi. Si tratta di “un’iniziativa per migliorare le odierne relazioni Usa-Italia riguardo a specifici sforzi militari e diplomatici e favorire gli interessi reciproci”. Ignorando lo straordinario contributo di studenti e docenti alle campagne di mobilitazione contro il MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari strategiche della Marina Usa, il 29 febbraio 2016, il dirigente del liceo di Niscemi ha invitato gli allievi del terzo e quarto anno a concorrere al programma Youth Leadership indetto dal Consolato di Napoli. “Anche quest’anno è stato rinnovato l’invito per due studenti per partecipare al programma di scambio culturale nell’università dell’Indiana. Criteri di selezione: merito scolastico, attitudine alla leadership e propensione al volontariato”. Proprio a Indianapolis, capitale dello Stato dell’Indiana, sorge una delle principali sedi del colosso Lockheed Martin, la società che ha realizzato il MUOS. Lockheed ha progettato pure i famigerati cacciabombardieri F-35 a capacità nucleare, alcuni dei quali in costruzione nel complesso Alenia di Cameri, meta a inizio anno scolastico 2015-16 di un viaggio premio degli studenti dell’Istituto aeronautico di Ragusa. Il tour ha preso il via da Sigonella con un volo per il Piemonte a bordo di un velivolo Atlantic del 41° Stormo Antisom dell’Aeronautica militare italiana che da oltre cinquanta anni opera per “contrastare la minaccia delle unità navali subacquee e di superficie potenzialmente ostili” e in supporto delle operazioni “contro il terrorismo internazionale e di controllo del traffico mercantile e dei flussi d’immigrazione clandestina”.

Il reparto dell’Aeronautica italiana di stanza a Sigonella si è distinto per attivismo nella formazione civile-militare degli studenti siciliani. Lo scorso 7 aprile si è concluso il progetto di “tirocinio e orientamento” gestito dal Comando del 41° Stormo a favore di centocinquanta studenti dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Arturo Ferrarin” di Catania e dell’I.S.S. “Ettore Majorana” di Gela (Caltanissetta). Le attività si sono articolate per oltre un mese con percorsi teorici e pratici “al fine di sviluppare e valorizzare le vocazioni personali degli studenti, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali, per avvicinarli alle attività della Difesa e dell’Aeronautica Militare”. Gli allievi sono stati ricevuti all’interno della base di Sigonella approfondendo i temi del “controllo dello spazio aereo, della meteorologia, della manutenzione e dell’attività dei Gruppi Volo del 41° Stormo”.

 

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