I pennacchi di Pino

Quando qualcuno gli ha impiccato i cani, ho preso un aereo e sono andato a Partinico per dargli solidarietà, conforto, amicizia. Adesso leggo, come voi, che Pino Maniaci avrebbe usato tutto questo (le amicizie, le solidarietà, gli attestati di stima) per gonfiarsi come un tacchino. Dei cento euro forse pretesi da un sindaco se ne occuperanno i giudici per dirci se fu estorsione, bravata o solo minchioneria. Ma di ciò che ci riferiscono le intercettazioni, la risposta non la voglio dai giudici ma da Maniaci. Non chiacchiere su complotti e vendette mafiose: risposte!

Voglio che dica – a me e agli altri che in questi anni hanno messo la loro faccia accanto alla sua – se quelle trascrizioni sono manipolate o se è vero che all’amica del cuore raccontava “a me mi hanno invitato dall’altra parte del mondo per andare a prendere il premio internazionale del cazzo di eroe dei nostri tempi”. Uno di quei premi del cazzo era intitolato a Mario Francese, giornalista palermitano ammazzato dalla mafia. Glielo consegnarono sei anni fa. Ci dica Maniaci che è tutto falso, intercettazioni, verbali, parole sue e degli altri: tutto! Oppure quel premio lo restituisca subito. Tra tutti i miserabili pennacchi che l’antimafia può mettersi sul cappello, la morte di un giornalista è il più osceno.

Quando ai Siciliani ci ammazzarono il direttore non arrivarono scorte della polizia né premi né visite di cortesia né telefonate dei presidenti del consiglio. Ma andammo avanti lo stesso, imparando a fare ogni mese (e per molti anni) un altro buco nella cintura. E quando a Catania un procuratore corrotto (quello sì!) fece mettere sotto controllo i nostri telefoni, se ne tornò dai suoi padrini mafiosi con le corna basse: perché nelle telefonate dei giornalisti dei Siciliani (ragazzi, non veterani di guerraà) c’era solo il rigore delle parole, la limpidezza dei comportamenti, il senso profondo del mestiere che facevamo.

“Quello che non hai capito tu è la potenza di Pino Maniaci! Ormai tutti e dico tutti si cacano se li sputtano in televisione si fa come dico io e basta, decido io, non loro, loro devono fare quello che dico io, se no se ne vanno a casa!”. Che c’entra, non dico l’antimafia, ma il giornalismo con questo sproloquio? Nulla c’entra! Per cui Maniaci spieghi: non i supposti complotti contro di lui ma la ridicola vanità di queste sue parole. Spieghi, oppure scompaia dalle nostre vite per sempre.

A noi resta il torto di una nostra colpevole ingenuità: esserci fidati in buona fede dei fumi d’incenso. Che con la lotta alle mafie non c’entrano mai nulla.

8 thoughts on “I pennacchi di Pino

  1. Recentemente ho scritto anch’io PIENA SOLIDARIETA’. Solidarietà a Pino Maniaci. Fino a prova contraria egli ha mostrato per anni di essere un giornalista antimafia. Adesso mi sento tradito se la realtà non è come appariva fino a pochi giorni fa. Condivido fortemente le richieste di Claudio Fava, il suo appello diretto a Pino Maniaci di farci conoscere come stanno le cose. Più c’è bisogno di certezze e verità e più diventa difficile – se non impossibile – avere fiducia in qualcosa, in qualcuno.

  2. Sì resta sconcertati di fronte a certe notizie certo vanno convalidate da sentenze ma quello che fa male è che si perde fiducia e così il male si confonde con il bene e non sai più da che parte stare e la Mafia e la mafiosita’ si fa beffe delle persone perbene.

  3. Ci risiamo!. Eccolo di nuovo il “rigore” e l’onestà intellettuale ed umana di Claudio Fava. Il RIGORE delle parole e la SERIETA’ di ciò che si fa. Si può prendere un abbaglio ma si sa quale è il percorso da seguire. Con Claudio. SEMPRE.

  4. Probabilmente minchione lo è stato, sicuramente affetto da delirio di onnipotenza.
    A me basta che la Saguto sia stata cacciata, e credo che lo dobbiamo a lui.
    A te chiedo invece perchè avete bacchettato il dott Caruso in commissione antimafia (minuscolo) quando ha sollevato suo giornali le stesse accuse di Maniaci?
    Spiegamelo, altrimento scompari dalle nostre vite.

  5. Scrivo da Milano. Questa vicenda mi ferisce nel profondo.
    Il tuo scritto è perfetto. Racconta i miei sentimenti, lo stomaco stretto mentre leggo le notizie e le trascrizioni.
    Ti chiedo se non sia possibile che chi lo ha premiato pubblicamente, ora, altrettanto pubblicamente gli tolga quei riconoscimenti.
    Grazie, Iaia

  6. Condivido quanto detto su Maniaci! Ma chi si occuperà dei sindaci che hanno ceduto a dei ricatti, probabilmente per paura che venissero fuori gli scheletri dei loro armadi?

  7. Grazie Claudio Fava, per i Siciliani e per chi crede ancora in quegli ideali e lotta senza riconoscimenti ogni giorno in tutto ciò che fa, giornalista o altro.

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