Experia: manganelli. Contro la legalità

Torna in campo l’ipotesi che i manganelli usati dalla polizia durante lo sgombero del Centro sociale autogestito “Experia”, eseguito il 30 ottobre di tre anni fa su ordine della magistratura a Catania, non siano stati adoperati “in maniera limitata” e in un contesto di “uso legittimo della forza”.

Il gip Alessandro Ricciardolo ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alessandra Tasciotti avanzata il mese scorso, di restituzione degli atti al pm per procedere all’identificazione degli agenti che avrebbero colpito i manifestanti. La Tasciotti aveva ribadito l’assoluta infondatezza della tesi dell’ uso legittimo della forza. In poche parole, le indagini verranno riaperte per fare luce su cosa accadde realmente in quelle ore.

Tutto partì da un provvedimento di sequestro richiesto dal procuratore Vincenzo Serpotta che venne eseguito di buona mattina. Molti manifestanti furono testimoni dei fatti; tra questi c’era l’avvocato Marco Rapisarda (in qualità di osservatore) che finì per essere colpito da una manganellata.

Sulle modalità dello sgombero venne presentata, alcune settimane dopo, una denunzia sottoscritta da Luca Cangemi (all’epoca segretario regionale Rifondazione Comunista), Pierpaolo Montalto (segretario provinciale Rifondazione), Lillo Fasciana (all’epoca segretario regionale CGIL scuola), Valerio Marletta (allora consigliere provinciale di Rifondazione, oggi sindaco di Palagonia) e lo stesso Marco Rapisarda.

Tramite il loro legale, l’avvocato Goffredo D’Antona, denunziarono alla Procura della Repubblica di Catania, che la carica era stata “immotivata e ingiustificata da parte di alcuni agenti di polizia”; la denunzia quindi verteva sui reati di abuso in atti di ufficio, lesioni e percosse.

Le indagini furono assegnate allo stesso Serpotta che finì per chiedere l’archiviazione in quanto dalle indagini espletate ci sarebbe stato un “uso limitato di manganelli “dovuto alla resistenza dei manifestanti” che secondo il p.m. sarebbe comunque stata violenta. Nella stessa richiesta di archiviazione il magistrato evidenziò l’impossibilità di identificare gli agenti operanti. Nel maggio del 2011, davanti il giudice Gari, il Pm Zuccaro si dissociò dalla richiesta del proprio ufficio.

Per l’avvocato Goffredo D’Antona, “non si può non esprimere soddisfazione per l’operato della giustizia, anche se ci troviamo di nuovo in una fase iniziale. Un dato importante è che abbiamo avuto due pm e un giudice, convinti che quel tipo di carica fosse assolutamente ingiustificata. Ho formalmente depositato un atto al procuratore generale Giovanni Salvi affinché venga valutata l’ipotesi di assegnare le indagini ad un nuovo sostituto”.

Oggi i locali dell’Experia sono abbandonati e l’area circostante si è trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto.

Il testo comunicato del CPO Experia

Giovedì 25 ottobre 2012 dalle ore 20.00
Via Crociferi, Catania (davanti l’ex Istituto D’arte)
Proiezione del video “Abbassate lo sguardo” + Dj Set e aperitivo

 

 

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