E meno male che è tornato

La notizia del ritorno di Salvo Pogliese sulla poltrona di Sindaco di Catania, per come se l’erano immaginata a palazzo, sarebbe dovuta coincidere con l’assunzione di trenta vigili urbani. Un evento cinematografico, come l’arrivo della guardia pretoriana al fianco dell’imperatore rientrato dalla battaglia. L’incontro dei pugni di Pogliese e della neo vigilessa avrebbero dovuto suggellare il magnifico evento, finire in prima pagina e restituire onore e rispetto al Sindaco condannato, deposto. Ma che ha vinto il ricorso.

Purtroppo la puzza di spazzatura ha rovinato tutto. Montagne di pannolini e avanzi di pasta, di sacchetti squarciati preda di cani e gatti randagi, riversi ai lati dei cassonetti e agli angoli delle strade, hanno invece salutato il ritorno del Sindaco. A drammatizzare il tutto l’appena giunta scadenza della tassa dei rifiuti. Centinaia di euro che ogni cittadino (magari! L’evasione è oltre il 50%) ha pagato alle casse comunali per pulire la città. La tassa dei rifiuti più alta d’Italia. La solita incazzatura, alla vista delle strade stracolme di rifiuti, con l’invito beffardo dell’amministrazione a tenersi i sacchetti puzzolenti in casa, è diventata rabbia, totale sfiducia, frasi irripetibili di improperi contro il Sindaco appena ricomparso. Poveretto.

La discarica è rotta, non possono più accettare rifiuti. Dicono le autorità. Ma è un fatto assai strano che questi guasti sono diventati sempre più frequenti adesso che la discarica è stata sequestrata ai suoi proprietari colpevoli dei più vari reati, contro l’ambiente e contro lo Stato. Prima, quando il percolato finiva in mare, i rifiuti entravano puntualmente. Prima, quando i soldi dei comuni venivano imbustati in contanti e seppelliti sotto terra, letteralmente, tutto funzionava alla perfezione. Adesso si rompe sempre qualcosa. Adesso si chiede di non buttare la spazzatura nei prefestivi, come se per quei giorni i cittadini non pagassero il servizio. Adesso Catania è sommersa dalla spazzatura.

Meno male che il Sindaco è tornato. Non si tratta di un ironico titolo utile ad affiancare il rientro di Pogliese con la città sporca. No, si tratta di una convintissima affermazione di senso civico. Perché adesso che la città si riscopre ostaggio del funzionamento di una discarica è il caso di fare scelte forti, che solo un Sindaco può fare. Bisogna subito chiedere alla magistratura, ai carabinieri, alla guardia di finanza come sia possibile che una gestione statale della discarica Sicula Trasporti, sequestrata alla famiglia Leonardi, appaia meno efficiente della gestione oggetto dei provvedimenti giudiziari. Bisogna pretendere che la società che pulisce la città faccia il suo lavoro fino in fondo, senza correre il rischio che il malfunzionamento della discarica diventi un perpetuo alibi. Bisogna rompere il monopolio di alcune aziende nella gestione dei rifiuti e soprattutto va reinventata la gestione pubblica del servizio di pulizia, raccolta e smaltimento.

Ecco per fare tutto questo serve un Sindaco che sente l’incombenza e la responsabilità di rappresentare la comunità. Limitarsi a dire ai cittadini di non buttare la spazzatura perché la ditta che la deve raccogliere non la raccoglie, è cosa da facente funzioni, da semplice impiegato incaricato. Una cosa che potrebbe fare anche un assessore leghista. La città ha bisogno di altro, la puzza di marcio è troppa.

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