domenica, Marzo 8, 2026

Cultura

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Un regalo contro la mafia

Basta pochissimo. Fai una donazione dell’importo che vuoi, liberamente, tramite bonifico o paypal a I Siciliani giovani, invii un’email o ci contatti telefonicamente per comunicarcelo. A quel punto potrai decidere cosa mettere sotto l’albero. La cartolina del Giardino di Scidà realizzata dalle bambine e dai bambini del Gapa, la copia di uno dei giornali de I Siciliani Giovani, il cd-rom con il materiale de I Siciliani giovani, un barattolo di terra confiscata alla mafia, oppure puoi decidere che nel Giardino di Scidà venga piantato un fiore col nome della persona che ha ricevuto il regalo. In ogni caso riceverai una lettera del Giardino di Scidà attraverso la quale si spiegherà il senso del gesto compiuto: un regalo solidale, per la rinascita della città, contro le mafie.

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Quella buona parola dell’editore Ciancio per il Muos

Anno 2008: il progetto d’installazione a Niscemi di uno dei terminali terrestri del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS, strategico per le forze armate degli Stati uniti d’America, rischia di arenarsi alla Regione Siciliana. C’è bisogno invece di accelerarne l’iter ottenendo le autorizzazioni per avviare le opere all’interno della riserva protetta “Sughereta” in barba ai vincoli urbanistici e ambientali. Il Comando della base di US Navy a Sigonella freme e qualcuno prova a spendere il nome di uno degli onnipotenti dell’Isola, quello dell’editore-imprenditore-costruttore Mario Ciancio Sanfilippo.

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Sbavaglio, ebook dei Siciliani Giovani

Sessantaquattro pagine di nomi, cognomi e avvenimenti sull’odissea della storica testata La Sicilia di Catania, un giornale usato come strumento per nascondere le verità. Una su tutte: la mafia a Catania. Negata, celata, ridotta solo a piccola delinquenza mentre il boss Nitto Santapaola costruiva il suo impero criminale.

L’ebook è scaricabile gratuitamente o con una donazione al link https://payhip.com/b/EYJz

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Questione di colore

In Piazza dei Cavalieri, molto frequentata da studenti e turisti, ci sono soltanto due panchine e non c’è altro posto per sedersi se non nelle gradinate della chiesa, ma questo è irrilevante.
I ragazzi africani, su richiesta, hanno mostrato dei fogli. Poi si sono alzati e, con le mani appoggiate alle macchine, sono stati perquisiti. Io e il mio amico eravamo seduti non molto lontano, sui gradini di fianco, nessuno ci ha chiesto o detto nulla però. Noi siamo bianchi entrambi.

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I complici e i vili, e chi si lascia usare

Pippo Fava è morto per Catania, e i suoi ex colleghi de La Sicilia l’hanno tradito per opportunismo, per complicità o semplicemente per viltà. Hanno supportato per anni il giornale di un mafioso, che ha fatto campagna redazionale per la mafia in più di un’occasione (non lo dico io: i giudici l’hanno scritto). Per anni hanno scritto o tollerato calunnie e menzogne, senza mai ribellarsi, prendendo tranquillamente il ventisette, mentre il loro padrone portava in Svizzera centinaia di milioni rubati ai poveri della città.

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Insegnante contesta presenza esercito a scuola. E la dirigente lo sanziona

Ribadendo ancora una volta la fondatezza e legittimità delle mie affermazioni pubbliche contro il “progetto” della Brigata “Aosta” di esaltazione del disvalore della guerra e di mistificazione di una delle pagine più nere della storia italiana (il 1° Conflitto mondiale), riaffermo il diritto-dovere come educatore, pacifista, antimilitarista e obiettore di coscienza di respingere ogni forma di militarizzazione delle istituzioni scolastiche.

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E in chiesa, porte aperte

“Perché non parliamo dei problemi veri? Perché avviene l’esodo dall’Africa? Guardiamo tutto dalla nostra prospettiva, ma il vero problema è proprio in Africa: un continente ricchissimo da cui si deve andar via perché i giovani non hanno futuro. La terra non dà frutti a causa di siccità, erosione del suolo e inquinamento causato principalmente dalle multinazionali che spremono le risorse fino all’ultima goccia senza preoccuparsi delle conseguenze. Perché non parliamo di questo?”.

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