Buongiorno

Questa mattina a Palagonia i beni confiscati a Paolo Salvatore Sangiorgi, pluripregiudicato per traffico di droga e reputato altamente pericoloso dalle forze dell’ordine, sono stati liberati. Per anni, indisturbati, Sangiorgi e i suoi parenti hanno continuato ad avere la disponibilità di un agrumeto, di una villa in campagna, di un deposito e di una palazzina in paese, nonostante fossero tutti confiscati definitivamente, senza che nessuno dicesse nulla.

L’inchiesta condotta da I Siciliani giovani, da Arci Sicilia e dall’Asaec, col supporto di coraggiosi giornalisti, ha consentito di svelare come beni che dovevano essere da anni in possesso dello Stato erano ancora nelle mani di chi aveva subito la confisca.

C’è voluto il clamore per svegliare lo Stato. Un gruppo di ragazzi, un po’ di coraggio, la scelta di non voltarsi dall’altra parte.

Adesso quell’agrumeto può essere destinato ai braccianti di Palagonia, quelle case possono andare a chi non riesce a pagare un affitto. Nelle botteghe si possono aprire uffici comunali, servizi sociali, classi di asilo.

Serviranno i soldi per farlo. Noi diciamo di prenderli da quelli confiscati alla mafia. Sono miliardi, servono a questo.

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