giovedì, Marzo 19, 2026

Autore: ivana

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Storie di paura e di periferia

Superata la viuzza che separa  via “Poggio Lupo” dall’inizio del quartiere San Nullo, si vede affiancato da due motorini sopra i quali ci sono dei ragazzi, tra i sedici e i vent’anni, che lo insultano e gli urlano contro quasi divertiti .  Lui intimorito e spaesato non sa bene cosa fare. I motorini si raddoppiano: ne spuntano altri due .  Ma questa volta uno dei passeggeri si gira verso Nicola e tira fuori il suo asso nella manica: una pistola a salve.

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Hotel Costa occupato, la polizia ha arrestato i buoni

Per 8 anni è rimasto chiuso l’Hotel Costa e centinaia di studentesse e studenti universitari hanno scontato l’ingiustizia di essere idonei ma non assegnatari di alloggi. “Ne avresti diritto, ma non possiamo garantirtelo” hanno scritto nero su bianco le istituzioni universitarie e regionali. In tanti non si sono potuti permettere gli studi. Ieri mattina le studentesse e gli studenti universitari catanesi hanno deciso di riprendersi quel posto. Un immobile chiuso che avrebbe potuto rispondere con efficacia all’emergenza abitativa che riguarda tanti studenti e tanti nuclei familiari.

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Marche, il teatro dell’assurdo

Il progetto della Comunità nasce quindi da una stretta integrazione e collaborazione, anche economica, tra Pubblico e Privato sociale. L’obiettivo di tutti gli attori coinvolti era ed è quello di restituire alla comunità e ai cittadini un bene che in passato aveva alimentato l’economia di un’importante organizzazione criminale e che oggi svolge una fondamentale funzione pubblica al servizio del territorio.

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Baby gang, il silenzio degli educatori e dei ragazzi di strada

Politici e intellettuali, preti e giornalisti, insegnanti e imprenditori continuano a interrogarsi. Hanno davanti agli occhi questa spia che continua a lampeggiare, a segnalare una falla nel sistema a cui tutti sembrano così affezionati. Ma la falla, nessuno di loro può ignorarlo, è l’inevitabile eredità di una metropoli cresciuta sull’esclusione e la disuguaglianza, sull’abbandono declinato in tutte le sue forme, urbanistiche, sociali, politiche, culturali. Tutto questo agitarsi non indica forse in costoro un disagio interiore, una coscienza non proprio immacolata?

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I padroni della città

Mario Ciancio in prima fila, Ennio Virlinzi che si frega le mani, Aldo Palmeri pronto a incassare commissioni milionarie, Bosco e Costanzo padroni del 40 per cento delle aree festeggiano il valore assunto grazie ai titoli edilizi firmati dalla direzione urbanistica del Comune. Salvo Pogliese e la destra intascano il risultato di aver visto approvato il loro progetto originario. Enzo Bianco sorride alle telecamere e spera di guadagnare qualche punto. Per l’ennesima volta un’area libera di Catania diventa edificabile, per l’ennesima volta i proprietari dell’area sono gli stessi di sempre.

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