giovedì, Marzo 19, 2026

Autore: ivana

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Era tornato

Che scocciatura per don Raffaele. Il suo telefono aveva ripreso a squillare incessantemente, i postulanti avevano ricominciato a mettersi in fila, gli uomini di potere si avvicendavano nuovamente al suo cospetto per chiedere consigli e illuminanti strategie, la gente era tornata a stringergli la mano in strada. E adesso di nuovo lo stigma del processo in corso, della condanna per mafia.

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Gli ascari di Salvini

Noi Siciliani veri, che abbiamo rischiato la vita per il bene indivisibile della Sicilia e della Patria, che abbiamo dietro di noi decine e decine di caduti – comunisti e preti, giornalisti e magistrati – per la libertà dalla mafia e da tutti i padroni di questa terra, noi non ci degniamo di rispondere al crucco Salvini e ai suoi poveri servi. Solo, non si permetta di nominare i giovani siciliani come mio nonno, traditi dai generali e dal re ma pronti a dare la vita per quel pezzo d’Italia che i rinnegati e i vigliacchi adesso chiamano, alla faccia dei morti, col ridicolo nome di Padania.

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Il Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia. Come sono stati spesi tutti i soldi raccolti.

Il dettaglio di tutte le spese effettuate per mettere in sicurezza e ripulire il Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia e affidato a I Siciliani Giovani, Arci, Gapa e Fondazione Fava.  Ogni singolo centesimo donato può essere visto, toccato con mano, entrando al Giardino di Scidà. Come promesso, abbiamo speso con estrema attenzione tutti i soldi donati. Adesso che devono iniziare le attività, in locali finalmente sicuri e accoglienti, abbiamo bisogno ancora di tutto il vostro sostegno.

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Lo studentato resiste

Questa mattina qualcuno avrebbe voluto riportare la notizia dello sgombero dello studentato 95100. Un bel palazzo in via Gallo, a Catania, di fronte la Facoltà di Giurisprudenza. Un immobile di proprietà dell’ente morale “Biblioteca Civica Antonio Ursino Recupero di Catania”, fondato nel 1931 e il cui statuto è stato approvato nel 1969.

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Un eroe del nostro tempo

È uno di quei personaggi  nati per essere Senatori, con la Legion d’Onore all’occhiello come in una pochade di Sardou: un brav’uomo, nel vasto significato della parola. Perciò mi sono stupito vedendolo, nella sua qualità di Senatore del Regno e di Gran Camerlengo del Vaffanculo, esortare all’affondamento, all’arrembaggio, alla strage di mare dei poveracci che “invadono” il Belpaese.

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