L’Italia, Terra dei fuochi

“Sono ben tredici le regioni dove sono state avviate inchieste per traffici e smaltimento illegale di rifiuti: Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Non è infondato ipotizzare che i trafficanti di rifiuti tossici possano ringraziare una sorta di diffusa tolleranza determinata anche da una fitta rete di collusioni, soprattutto in sede amministrativa”.

Mafia a Seregno

Il sindaco Edoardo Mazza è agli arresti domiciliari con ipotesi di corruzione: avrebbe favorito gli interessi di un imprenditore considerato molto vicino alle cosche di ‘ndrangheta, Antonino Lugarà, in cambio di voti.

Basilicata. Il primo lido confiscato ai mafiosi

“L’impatto è stato forte perciò c’è voluto del tempo per metabolizzarlo. Ma alla fine il nostro messaggio ha  toccato anche le loro vite e abitudini; è divenuto comune, sostenuto spontaneamente da sempre più persone del posto, e non più esclusivamente dai ragazzi e volontari di Libera”. Dove una volta c’era lo stabilimento Squalo beach, a Scanzano Ionico in provincia di Matera, ora sorge il lido Onda Libera, diventando nel settembre 2011 un “lido per la formazione della legalità democratica e della corresponsabilità”.

A Roma batte il cuore della ‘ndrangheta

Chi ha il coraggio di sostenere ancora che le associazioni mafiose del bel Paese sono forti e imbattibili nei loro luoghi e regione di origine non si rende forse conto di quanto l’associazione calabrese altrimenti nota come ndrangheta è attiva e presente proprio nella capitale nazionale detta pure la “città eterna”