Le città dei bambini

Le altalene recintate dal nastro bianco e rosso, chiuse ai bambini, sono una delle immagini più tristi di questa fase 2 dell’emergenza sanitaria, ma sono anche il simbolo di un’emergenza che ha rimosso il tema dell’infanzia, ha dimenticato della cura e della crescita dei più piccoli. Le bambine e i bambini sono stati derubricati a problema di “ordine” pubblico: dove li mettiamo mentre i genitori vanno a lavoro e se non possono andare dai nonni? La qualità del tempo, straordinariamente unico, che i bambini stanno vivendo in questa quarantena non è stata preso in considerazione. Ma ora tutto questo può e deve cambiare.

Una piazza a misura di bambino

Da parcheggio abusivo a piazzetta per i bambini. Un progetto di collaborazione tra scuola, cittadini e istituzioni. Genova, la piazza Unicorno adesso è uno spazio ideato da bambini e per i bambini.

La periferia che non va di moda

‘A Venella è il posto dove vendono l’eroina più schifosa di tutta Secondigliano, quei fatti che, nel pullman, i tossici bestemmiavano come a che quando, a causa della rota, dovevano scendere prima e comprarsi il pezzo là. Questo succedeva anni fa, quando sul corso ci stava ancora lo spartitraffico e nelle ore di punta restavi intasato per ore prima di arrivare a Scampia. Oggi nella Venella la roba si vende ancora, forse un po’ meno di prima e la vendono quelli di via Vanella Grassi, il vicolo affianco, di cui tutti parlano a causa della cosca omonima, che in questi ultimi mesi ha visto alcuni affiliati fare il voltafaccia e contendersi lo spaccio con gli ex amici.

In Siria i bambini dormono a lungo

Non stanno dormendo come dormono i bambini. No. Questi sono morti e succede in Siria, che non è nemmeno così lontana a puntarla con il dito sul mappamondo o su una cartina geografica. ”Centinaia di morti e di feriti, tra cui […]